Di Piero: «L’Aquila paghi di più, deve iniziare con la differenziata»

24 Dicembre 2022

Il sindaco di Sulmona replica a Biondi: «Nessuna battaglia di campanile, ma il capoluogo non ricicla Ancora una settimana per rinnovare l’intesa col Cogesa. La situazione del consorzio è preoccupante»

SULMONA. «Non c’è alcuna battaglia di campanile. Non c’è alcuna volontà di andare allo scontro con il capoluogo di regione, però la realtà è che L’Aquila conferisce 22mila tonnellate in discarica a un prezzo che obiettivamente non è competitivo, anzi diventa un costo per Cogesa. Siamo nel 2023 e sarebbe auspicabile che, come fanno ormai tutti i Comuni, anche la città dell’Aquila inizi a fare la raccolta differenziata dei rifiuti»: dopo le accuse lanciate dal sindaco del capoluogo Pierluigi Biondi, il quale aveva detto che senza i soldi dell’Aquila il Cogesa fallirebbe, il sindaco di Sulmona, Gianfranco Di Piero, risponde per le rime al collega.
«Nessuna polemica e nessun no a prescindere, ma L’Aquila deve capire che la nostra discarica è ormai satura e che i soldi che paga per conferire i rifiuti costituiscono un costo fuori mercato», aggiunge il sindaco di Sulmona, «troppo pochi 110 euro a tonnellata quando al Cogesa, per smaltire la plastica che arriva dall’Aquila, costa 180 euro a tonnellata. Una cosa fuori dal mondo. Quindi al sindaco Biondi dico che la tariffa va ridiscussa, e che il quantitativo di rifiuti indifferenziati da conferire in discarica deve diminuire in maniera drastica».
Il sindaco Di Piero ha poi allargato l’analisi, affrontando anche la decisione del consiglio di amministrazione di dichiarare per l’azienda lo stato di crisi. «Noi nell’ultima assemblea dei soci avevamo chiesto al consiglio di amministrazione il risanamento, loro hanno risposto dichiarando lo stato di crisi. Non possiamo negare che la situazione è delicata», prosegue il primo cittadino, «al momento c’è un’esposizione debitoria di oltre otto milioni di euro, come certificato dal bilancio 2021. Ragione che ha spinto la maggioranza dei soci a chiedere al consiglio di amministrazione l’avvio immediato del risanamento e una diversa politica dei rifiuti, perché il Cogesa non può perseguire esclusivamente la politica della valorizzazione della discarica. Riempire sempre di più la discarica non paga, soprattutto oggi quando sono diffuse pratiche alternative nella gestione dei rifiuti: incentivare la raccolta differenziata, il riciclo dei rifiuti e trattamenti più virtuosi che si rendono assolutamente necessari, anche alla luce delle problematiche dell’impianto che i nostri cittadini conoscono bene, legate alla qualità dell’ambiente e all’impatto che l’impianto ha sulla popolazione che abita a ridosso dell’area di Noce Mattei. Abbiamo rappresentato l’esigenza di un cambio di passo che fosse in grado di contemperare questi due aspetti che per noi sono imprescindibili. Alla luce dello stato di crisi proclamato dal cda», aggiunge Di Piero, «stiamo valutando anche dal punto di vista tecnico la vicenda, controllando più attentamente le carte. Anche se io continuo a sostenere il principio politico della necessità di una società che è patrimonio di questo territorio, che però deve essere assolutamente risanata dal punto di vista finanziario onde poter avviare una diversa politica dei rifiuti».
Di certo la situazione più urgente è quella che riguarda L’Aquila e i rifiuti da smaltire. Il contratto con Cogesa scade tra una settimana e, se non si dovesse arrivare a un accordo, il sindaco Biondi sarebbe costretto a trovare soluzioni alternative che al momento non si intravedono, se non quella di spendere molto di più conferendo i rifiuti in un’altra discariche diversa da quella di Sulmona.
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