Di Stefano e il futuro della sanità: «Proseguire il confronto»

20 Gennaio 2019

AVEZZANO. Dopo la presa di posizione del primario di Chirurgia dell’ospedale di Avezzano, Pierluigi Di Stefano, non sono mancate le reazioni. Infatti, alla sua lettera sul futuro dell’Asl, inviata...

AVEZZANO. Dopo la presa di posizione del primario di Chirurgia dell’ospedale di Avezzano, Pierluigi Di Stefano, non sono mancate le reazioni. Infatti, alla sua lettera sul futuro dell’Asl, inviata al manager Rinaldo Tordera, ai sindaci di Avezzano e L’Aquila e ai dirigenti ospedalieri sono seguite delle risposte, tra cui quella del primo cittadino dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e della responsabile della clinica Di Lorenza, Lucia Di Lorenzo. La prima questione riguardava l’acquisto del robot per interventi chirurgici, la seconda le cliniche che secondo il primario dovrebbero supportare in modo diversificato l’ospedale e la terza era la proposta di creare gli “Ospedali riuniti di L’Aquila-Avezzano”. «Non mi sono mai permesso di diffamare i lavoratori della Di Lorenzo», replica Di Stefano, «con il primario chirurgo della struttura c’è un rapporto di reciproca stima e collaborazione. Ho esposto i numeri che sono incontrovertibili e, alla luce della chiusura dei posti letto per acuti nei due ospedali periferici di Tagliacozzo e Pescina, quei numeri sono anche imbarazzanti, e non per colpa della Di Lorenzo. La chirurgia oncologica poi, non secondo me, ma secondo le attuali conoscenze scientifiche e secondo il ministero della Salute, potrà essere effettuata soltanto dopo accreditamento e solo all’interno di una organizzazione multidisciplinare. Nulla dunque contro la clinica, ma un invito a precorrere i tempi rivolto ai lavoratori della sanità, ma soprattutto ai politici, per la salute di tutti noi. Mi fa piacere che sia iniziato un confronto e mi auguro prosegua nelle sedi opportune. Ringrazio il sindaco dell’Aquila, sono sicuro che anche quello di Avezzano abbia presente le criticità del nostro ospedale e che sicuramente voglia porvi rimedio». (p.g.)