Di Stefano: il ponte di Belvedere dev’essere abbattuto

2 Marzo 2019

L’AQUILA. «A leggere gli avvenimenti e gli interventi sul ponte di Belvedere, mi viene da pensare che a breve diventeremo il luogo delle occasioni perdute, con il ponte che rappresenta l’esempio di...

L’AQUILA. «A leggere gli avvenimenti e gli interventi sul ponte di Belvedere, mi viene da pensare che a breve diventeremo il luogo delle occasioni perdute, con il ponte che rappresenta l’esempio di una serie di cose che faranno la stessa fine, nel totale caos tecnico e amministrativo».
La riflessione è di Pietro Di Stefano, l’ex assessore alla Ricostruzione della giunta Cialente. «Nel corso degli anni passati mi sono molto speso per la sua sostituzione completa, proponendo un concorso di progettazione per un’opera nuova, frutto del nostro tempo, con appoggi diversi e aperta a un altro progetto di collegamento della sommità del Belvedere con l’ex Alenia e da lì per Roio. Sul ponte di Belvedere non serve a nulla dire è brutto o bello, è semplicemente figlio del suo, tempo che doveva assolvere ad una funzione di collegamento di parti importanti della città e in questi anni lo ha fatto bene. Ma le città, fuori dalla loro parte storica, sono sempre in perenne trasformazione, vedi Pescara con i suoi ponti e le Torri Camuzzi, o addirittura Parigi con il Centro Pompidou. E tale poteva essere anche nostro ponte, passando da una architettura del calcestruzzo degli anni ’60 ad una architettura moderna e studiata per il contesto e anche per gli accadimenti del 2009. Conservo ancora uno studio di best practice nel mondo che usavo per far capire come le opere pubbliche, i ponti, segnano le trasformazioni dei luoghi, le loro abitudini e anche la loro appartenenza», sostiene Di Stefano. «Sono sempre del parere che oggi quel manufatto vada consegnato alla storia cittadina per essere sostituito da altra opera, che favorisca anche una completa riqualificazione dell’area sottostante». (v.p.)
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