Di Stefano (Pd): «Area verde condannata a morte»

6 Settembre 2018

L’AQUILA. «E’ assurdo vantarsi della ripulitura dei giardinetti che costeggiano il viale di Collemaggio e poi condannare a morte un polmone verde di oltre otto ettari nella frazione di Coppito...

L’AQUILA. «E’ assurdo vantarsi della ripulitura dei giardinetti che costeggiano il viale di Collemaggio e poi condannare a morte un polmone verde di oltre otto ettari nella frazione di Coppito attraverso la soppressione del punto vitale dei locali per la comunità con la pessima scusa di ridurre gli affitti passivi quando il Comune paga fior di affitti e ha ucciso il progetto della nuova sede finanziato dallo Stato».
DI STEFANO. Lo afferma il presidente provinciale del Pd, Pietro Di Stefano, a proposito della delibera comunale che rescinde il contratto di affitto sul dei locali di Murata Gigotti gestiti dalla Pro loco.
«Questa amministrazione» aggiunge, «ha scelto di abbandonare a sé stessi il progetto di Piazza d’Armi a causa di evidenti inadeguatezze politiche che mettono a rischio fondi per 20 milioni di euro e quello di Murata Gigotti, attraverso la rescissione anticipata e immotivata del contratto di locazione alla locale Pro Loco, unica realtà associativa che da anni ha in cura il parco e i suoi tantissimi fruitori. Si è salvato il solo Parco del Sole, opera già in avanzato stadio di realizzazione con il contributo di Eni».
UDU.«Triste apprendere come una buona idea poi venga uccisa da una delibera di giunta del Comune dell’Aquila. Il progetto di Murata Gigotti nasce dal lavoro della Pro Loco di Coppito che ha creato un centro aggregativo. Innumerevoli le attività per bambini, giovani e anziani che si sono svolte nel centro di Murata Gigotti». Lo affermano i responsabili dell’Udu i quali aggiungono che «dispiace scoprire che può chiudere una biblioteca con 9mila volumi, una sala studio che al centro di Coppito serve ai tanti studenti che scelgono di vivere a Coppito per essere vicino alla facoltà e ci sono sale che possono essere messe a disposizione di chi ha voglia di organizzare eventi ».
CONSIGLIO TERRITORIALE. Sullo stesso tono alcuni componenti del quinto Consiglio territoriale di partecipazione che criticano il presidente Giuseppe Romano. Si tratta di Gabriella Baliva, Pamela De Meo, Cristina Equizi, Giulia Fischione, William Giordano. «Il presidente Romano», dicono,«prima tiene in ostaggio il consiglio, poi lo sfrutta a suo piacimento. È dallo scorso 19 giugno che i consiglieri hanno chiesto al presidente di convocare una seduta per discutere di numerose tematiche rimaste sospese, richiesta rimasta nel vuoto da tale giorno. Col sopraggiungere della vicenda della cessazione del contratto di affitto del Casale di Murata Gigotti data in gestione alla pro loco di Coppito tramite delibera di giunta comunale, noi consiglieri Baliva, Equizi, Giordano e Spacca, abbiamo richiesto tramite nota ufficiale al presidente, una riunione urgente del consiglio per discutere della relativa questione. Ulteriore richiesta caduta nel vuoto». «Rivolgiamo di nuovo», concludono, «un ennesimo appello, questa volta pubblico, al residente Romano, per convocare un consiglio aperto che possa discutere della delibera di giunta. Altrimenti saremo noi stessi consiglieri a convocare autonomamente un’assemblea pubblica a Murata Gigotti, per discutere del torto che questa amministrazione fa alla città».
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