Di Stefano: ridotta la Tari sulle utenze non domestiche

L’assessore: il taglio è del 9,3% per le attività produttive Anche la Tasi viene abbassata dal 2,5 al 2 per mille
L’AQUILA. Riduzione di circa il 10% della Tari per le utenze non domestiche (9.33%), lievissima riduzione per le utenze domestiche (0.84% in media). E riduzione della Tasi dal 2.5 per mille al 2 per mille.
Sono queste le novità sostanziali presentate dall’assessore comunale alle Finanze, Annalisa Di Stefano, e dal sindaco, Pierluigi Biondi, ieri mattina a Palazzo Fibbioni.
«Il bilancio incombe – la data di approvazione è stata prorogata al 31 marzo, anziché il 28 febbraio – e quindi stiamo lavorando da mesi per arrivare a questo risultato», precisato l’assessore Di Stefano.
I TAGLI. «La riduzione dei tributi comunali, che è espressa volontà politica del sindaco, della giunta e di questa maggioranza, passa attraverso delle diverse linee di intervento», sottolinea l’assessore, «e consistono nel recupero dell’evasione fiscale («abbiamo una stima di circa 1,5 milioni», ha precisato il dirigente del settore, Gianluca Mucciante, presente alla conferenza), l’ampliamento dei soggetti che a seguito dell’agibilità tornano spontaneamente a pagare i tributi comunali; la razionalizzazione della spesa, che si esplica in un migliore utilizzo delle risorse in termini di minori canoni di locazione passiva. E infine nell’aggiornamento dei canoni irrisori per i fitti attivi e nella valorizzazione del patrimonio immobiliare, di cui dovrò occuparmi nella nuova macro struttura comunale».
UTENZE DOMESTICHE. Una parte della riduzione delle utenze domestiche, anche se «impercettibile», come ha detto il sindaco Biondi – una media dello 0.84%, che va dall’aumento dello 0.98% per un singolo componente del nucleo familiare, all’1.34% da 6 o più componenti (come riportiamo nella tabella piccola) – è dovuta anche a quanto stabilito dall’assessore Di Stefano per le pertinenze, che vengono inglobate nella superficie abitativa – come prescrive la legge – e non pagate a parte come utenza non domestica, come, invece, è stato fatto dal 2014 a giugno scorso.
PERTINENZE. È per questa stessa ammissione, quindi, gli utenti che hanno pagato a parte, e dunque di più, per le pertinenze (garage, cantine) avrebbero diritto a un rimborso. Ma la riduzione è stata possibile soprattutto grazie ai 10 milioni di contributo straordinario dello Stato, «in relazione alle esigenze connesse alla ricostruzione a seguito del sisma del 2009, che la legge 205 del 2017 ha assegnato al comune dell’Aquila per il 2018 (nel 2010 il contributo era di 26 milioni ed è andato man mano scemando, ndr). Di questi», precisa l’assessore alle Finanze, «3 milioni di euro li abbiamo destinati al minore gettito della Tari, connesso alla persistente inagibilità degli immobili danneggiati dal terremoto. Questo trasferimento straordinario erariale per il 2018, nonché l’attuale distribuzione delle superfici tassabili, ha consentito un leggero decremento (delle tariffe), circa lo 0.84% per le utenze domestiche, e una riduzione del 9.33% di quelle non domestiche».
TASI GIÙ. «Confermata al 2,5 per mille la Tasi. Tuttavia, abbiamo ridotto, solo per il 2018», sottolinea Di Stefano, «l’aliquota al 2, in favore dei soli fabbricati di categoria catastale D/1, D/2, D/7 e D/8 (settori industriali, commerciali e turistico, con l’obiettivo di rafforzare e far crescere il tessuto economico».
L’IMU NON SI TOCCA. «Resta allo 0.37% l’Imu per le abitazioni principali cosiddette di lusso (categorie catastali A/1, appartamenti di lusso; A/8, ville; e A/9, castelli di pregio), per le quali è confermata la detrazione di 200 euro, mentre le altre sono esenti», sostiene l’assessore. Restano esenti i fabbricati ancora inagibili per il terremoto.
CHI INQUINA PAGA. La sensibile diminuzione della Tari, però, per le utenze non domestiche, potrebbe cozzare con il dpr 158 del 1999, che si avvale anche del rispetto del principio “chi inquina paga”. E un’attività produttiva conferisce di certo più rifiuti di una singola famiglia che, soprattutto quelle più numerose, come ha sottolineato il sindaco Biondi, «sono penalizzate».
COSA SI PAGA. Giusto per ricordare, la Tasi è la Tassa sui servizi indivisibili (manutenzione strade, illuminazione); la Tari è la Tassa sui rifiuti, introdotta dalla legge di stabilità del 2014 al posto della Tares.
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