Di Vincenzo: bilancio sicuramente positivo con i concetti di economia e società

Un bilancio positivo quello dell’edizione autunnale di “Officina L’Aquila 2017”, come ha spiegato Roberto Di Vincenzo (nella foto), coordinatore della manifestazione (promossa e organizzata da Carsa...
Un bilancio positivo quello dell’edizione autunnale di “Officina L’Aquila 2017”, come ha spiegato Roberto Di Vincenzo (nella foto), coordinatore della manifestazione (promossa e organizzata da Carsa in collaborazione con Ance dell’Abruzzo e delle 4 province della regione.
«Dopo aver parlato di ricostruzione fisica avviata in questi anni, della grande qualità del restauro e delle tecniche d’avanguardia che si usano da un punto di vista edilizio», ha detto Di Vincenzo, «abbiamo introdotto quest’anno il tema dell’economia e della società. Abbiamo portato i più importanti player territoriali in campo economico e industriale: con loro si deve avviare un nuovo discorso di apertura di filiere sulle cosiddette tecnologie abilitanti, ossia quegli elementi che permettono la nascita di nuove imprese in filiera attorno a quelle esistenti. E all’Aquila c’è un terreno fertilissimo: da Thales Alenia Space, a LFoundry, e poi Zte e Accord Phoenix, con cui abbiamo dialogato in una giornata dedicata al tema. Tutti sono disponibili e interessati a costruire filiere attorno alle loro realtà. E su questo impegno anche la politica si è mostrata disponibile a gettare linee di finanziamento specifiche. Un grande risultato, suffragato dall’affermazione della sottosegretaria Paola De Micheli intervenuta venerdì mattina, per la quale l’esperienza di “Officina L’Aquila” è un esempio di risposta ai problemi e di ricostruzione dai disastri straordinaria, che dobbiamo portare ovunque ci siano dei terremoti. A tal proposito, De Micheli ha spiegato di avere già parlato con i presidenti delle Regioni del Centro Italia colpite dai recenti sismi – e che sono i vicecommissari – per portare “Officina L’Aquila” in Italia, così la rassegna internazionale diventerà “Officina Italia”, perché la ricostruzione dell’Aquila è un esempio nazionale».
«Dopo aver parlato di ricostruzione fisica avviata in questi anni, della grande qualità del restauro e delle tecniche d’avanguardia che si usano da un punto di vista edilizio», ha detto Di Vincenzo, «abbiamo introdotto quest’anno il tema dell’economia e della società. Abbiamo portato i più importanti player territoriali in campo economico e industriale: con loro si deve avviare un nuovo discorso di apertura di filiere sulle cosiddette tecnologie abilitanti, ossia quegli elementi che permettono la nascita di nuove imprese in filiera attorno a quelle esistenti. E all’Aquila c’è un terreno fertilissimo: da Thales Alenia Space, a LFoundry, e poi Zte e Accord Phoenix, con cui abbiamo dialogato in una giornata dedicata al tema. Tutti sono disponibili e interessati a costruire filiere attorno alle loro realtà. E su questo impegno anche la politica si è mostrata disponibile a gettare linee di finanziamento specifiche. Un grande risultato, suffragato dall’affermazione della sottosegretaria Paola De Micheli intervenuta venerdì mattina, per la quale l’esperienza di “Officina L’Aquila” è un esempio di risposta ai problemi e di ricostruzione dai disastri straordinaria, che dobbiamo portare ovunque ci siano dei terremoti. A tal proposito, De Micheli ha spiegato di avere già parlato con i presidenti delle Regioni del Centro Italia colpite dai recenti sismi – e che sono i vicecommissari – per portare “Officina L’Aquila” in Italia, così la rassegna internazionale diventerà “Officina Italia”, perché la ricostruzione dell’Aquila è un esempio nazionale».

