Diabetologia senza medici Il reparto a rischio paralisi

4 Maggio 2016

Due dottoresse, di cui una in città due giorni a settimana, per tremila pazienti Il Tribunale per i diritti del malato: ovunque carenze di personale e spazi idonei

SULMONA. È di nuovo a rischio paralisi il reparto di Diabetologia dove una delle dottoresse andrà in ferie a breve mentre l’altra è in città solo due giorni a settimana. Troppo pochi per seguire i circa 3mila pazienti in cura, che rischiano di trovarsi ancora una volta con il servizio sospeso. La denuncia arriva dal Tribunale per i diritti del malato. «Abbiamo interessato i vertici Asl che si sono impegnati a mandare un sostituto», afferma il responsabile regionale del Tribunale per i diritti del malato Edoardo Facchini, « ma noi siamo qui a vigilare che accada». Stessi problemi anche a Medicina nucleare dove – per l’associazione – c’è il rischio della chiusura definitiva del reparto. E il Tribunale per i diritti del malato è tornato a denunciare anche le carenze di personale e di spazi idonei al Pronto soccorso, Urologia e Laboratorio analisi.

«In Pronto soccorso non ci sono locali adeguati e il personale è costretto a lavorare con i lettini lungo i corridoi», denuncia la vice presidente regionale del Tdm, Maria Grazia Maradei. «A Urologia continuano le carenze di organico, che si ripetono anche al Laboratorio analisi, dove l’altro giorno c’era un unico infermiere per fare i prelievi a 60 persone». Ma l’associazione, che ha rinnovato in questi giorni le cariche e che oggi celebra la giornata europea dei diritti del malato con una raccolta firme contro il super ticket nella sede di fianco all’Annunziata, punta anche all’unificazione delle pratiche e dei servizi nella Asl unica. «All’Aquila, ad esempio, in Pediatria non si paga il ticket, a differenza di Sulmona, dove dopo i sei anni e un reddito familiare superiore ai 36mila euro annui, si pagano le prestazioni», afferma l’avvocato Catia Puglielli. «Abbiamo scritto alla Asl per eliminare disparità di questo tipo che non possono riferirsi ad un’azienda sanitaria unica». Intanto, vanno avanti gli interventi sull’Annunziata. «I lavori sul nuovo ospedale procedono anche se a rilento», aggiunge Facchini, «è stata fatta la piattaforma e manca l’installazione dei moduli prefabbricati. Noi, comunque, continueremo a vigilare sui soldi stanziati, a partire da quelli per il punto nascita che dovrebbe essere chiuso, nonostante non ci siano l’elisoccorso e le ambulanze attrezzate. Da qui la nostra denuncia alla Corte dei conti».

Federica Pantano

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