Diciannove nuovi quartieri tra luci e ombre

5 Gennaio 2020

Le piastre antisismiche sparse su 220mila metri quadri, ecco i numeri del piano Berlusconi-Bertolaso 

L'AQUILA. Imponenti i numeri del Progetto Case, un sistema che ha rivoluzionato, tra luci e ombre, il sistema urbanistico del capoluogo abruzzese negli ultimi dieci anni. Sono 19 aree le occupate per un numero complessivo di 185 piastre così ripartite: 11 nell’area di Sant’Antonio; 4 a Paganica Sud; 7 a Sant’Elia 1; 4 a Sant’Elia 2; 4 ad Arischia; 18 a Coppito 3; 25 a Paganica 2; 3 a Collebrincioni; 6 a Roio Poggio; 4 a Gignano; 20 a Cese di Preturo; 9 a Tempera; 18 a Sassa zona Nsi; 6 a Roio 2; 5 a Coppito 2; 11 a Pagliare di Sassa; 21 a Bazzano; 5 a Camarda; 4 ad Assergi; 11 a Pagliare di Sassa. Un totale di 4.449 alloggi.
Le piastre occupano complessivamente un’imponente area di 220.258 metri quadri al netto delle aree necessarie alle opere di urbanizzazione con strade, parcheggi e verde pubblico (circa 62 ettari). Si parla di 22 km di nuove strade, 13,7 chilometri di acquedotti, oltre 50 chilometri di condotti fognari per acque bianche e nere e 46 cabine elettriche, collegate con 2mila pali di illuminazione pubblica e per il verde. Piantati anche 11mila alberi e 260mila arbusti. Oltre 16 i chilometri delle condotte per l’acqua potabile. Numerosi i pannelli solari installati. Completano il quadro 30 aree da gioco e 8 campi sportivi polivalenti.
A questo sistema si aggiungono gli alloggi dei Map, 1204 che sono così divisi: 21 Roio Colle, 64 Preturo, 28 Collebrincioni, 98 San Gregorio, 118 Pianola, 120 Santa Rufina, 61 Cansatessa, 23 San Giacomo, 62 Tempera, 46 Bazzano, 15 Sassa Collefracido, 77 Arischia, 34 Camarda, 197 Bagno, 9 Filetto, 22 Colle di Sassa, 31 Roio Poggio, 4 Pescomaggiore, 64 Monticchio, 91 Onna. Sono 7.368 gli isolatori sismici utilizzati per l’intero progetto. Ogni piastra-palazzina ospita 24 appartamenti e 30 posti aree. Costi esorbitanti, sprechi milionari – parliamo di un affare da un miliardo e 50 milioni di euro – piloni marci, balconi che cadono: eppure, una risposta logistica senza precedenti al terremoto dell’Aquila. I 19 complessi furono realizzati a tempo di record grazie a un lavoro senza soluzione di continuità avviato sin dal mese di aprile 2009. I primi appartamenti furono consegnati alla fine dell’estate dall’allora presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. La gestione degli insediamenti abitativi fu coordinata dalla Protezione civile nazionale che, all’epoca, aveva a capo il medico Guido Bertolaso, uno dei protagonisti di quei mesi di prima emergenza. (fab.i.)