Diciotto tesi di laurea, memoriale del sisma
Record di partecipazione per la settima edizione del premio che ricorda le vittime universitarie fuorisede
L’AQUILA. Record di partecipazione alla settima edizione del premio Avus che ricorda attraverso una Onlus le vittime universitarie fuorisede del sisma del 2009. Alla segreteria del premio sono giunte 18 tesi provenienti dalle università del Politecnico di Torino, di Bologna, di Perugia, L’Aquila, Roma 3, Tor Vergata e la Sapienza di Roma e l’Università di Firenze.
«Le tesi», scrivono gli organizzatori del premio in una nota, «sono arrivate dalle facoltà di Ingegneria, ma anche da Architettura, Psicologia e Giurisprudenza. Alcuni studi che si richiamano al terremoto 2016 – con particolare riferimento ad Arquata del Tronto, Norcia e Caldarola in provincia di Macerata – mettono l’accento sui problemi relativi all’abbandono delle comunità in Valnerina. Ci sono poi tesi relative al sisma del 2009 con particolare riferimento a Onna e Paganica. Si registrano anche proposte innovative per edifici esistenti e uno studio sul Rione Cappuccini di Guardiagrele. «Abbiamo triplicato le adesioni dello scorso anno», dice il presidente di Avus 2009 Sergio Bianchi, «con approfondimenti a 360 gradi sul tema della prevenzione sismica e questo ci rende felici perché la piccola goccia nel mare di dolore che si vive con la perdita di un figlio, dimostra che i giovani sono sensibili a questi problemi». Dall’edizione 2020, dopo cinque premiazioni all’Aquila e una a Roma, il Premio diventa itinerante. Il 4 aprile la cerimonia di premiazione si svolgerà nel Liceo Sulpicio di Veroli, in provincia di Frosinone. Tra gli ospiti la dottoressa Giulia De Cunto che, con una tesi su “Ricostruzione e identità”, ha vinto l’ultima edizione e Giustino Parisse, giornalista del Centro e scrittore e padre di Domenico e Maria Paola deceduti, quella tragica notte, a Onna. «Cambieremo ogni anno la sede del premio», dice Umberto Braccili, che ha scritto insieme alla Onlus Avus 2009 il libro “Macerie dentro e fuori” edito nel 2010. «Giriamo continuamente da 10 anni le facoltà italiane», continua Braccili, «per richiamare il valore etico delle professioni che studiano e agiscono in un settore delicato. Gli errori del passato grazie a giovani professionisti non debbono più ripetersi».
Il 3 marzo la commissione giudicatrice, coordinata dalla professoressa Giuliana Antonini di Univaq, formata dai docenti Fabiano Compagnucci del Gssi, Enrico Miccadei rappresentante della Sigea e Mariagrazia Perilli per conto dell’Ateneo aquilano, esaminerà le tesi per avere prima una cinquina di potenziali vincitori e in seguito sarà scelta la migliore tesi sulla prevenzione sismica che avrà come premio un assegno di 3000 euro donato dalla onlus Avus 2009. Sponsor “etici” che accompagnano il premio fin dalle prime battute sono l’Università, Gran Sasso Science Institute e la Società italiana di geologia ambientale.
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