«Dico no a chi vuole colonizzare la nostra cultura»

13 Settembre 2019

L’AQUILA. «Presunzione, arroganza, approssimazione e pressappochismo. Il Festival non è un luna park privato della sinistra. Questa non è cultura, ma marchette della Barbagallo ai suoi amici. Dico no...

L’AQUILA. «Presunzione, arroganza, approssimazione e pressappochismo. Il Festival non è un luna park privato della sinistra. Questa non è cultura, ma marchette della Barbagallo ai suoi amici. Dico no alla colonizzazione culturale dell’Aquila, con scelte calate dall’alto». Sono le parole con le quali il sindaco, Pierluigi Biondi, ha bollato il “caso”, diventato politico, del suo no alla partecipazione di Roberto Saviano e Zerocalcare al Festival degli Incontri per il decennale.
Sindaco Biondi, perché ha detto no alla direttrice del Festival, Silvia Barbagallo, alla partecipazione di Saviano e Zerocalcare?
«Non ho mai detto no, perché non ho mai avuto il piacere di conoscere e di parlare con la Barbagallo. E se avessi potuto, le avrei detto che è vero che Saviano e Zerocalcare non mi sono simpatici, ma non ne avrei impedito la partecipazione. Avrei chiesto un bilanciamento con altre figure. D’altronde Goran Bregovic ha cantato “Bella ciao” e non ho detto nulla. È tutto pretestuoso e probabilmente una trovata pubblicitaria per fare chiasso e promuovere un Festival che non esiste».
Che vuol dire non esiste?
«Ad oggi, a un mese dall’evento, che si dovrebbe tenere da 12 al 14 ottobre, non è stato organizzato nulla. È arrivata solo ieri mattina una richiesta per occupare piazza Duomo, dove, però, c’è un cantiere. Così come il Ridotto del Teatro è inagibile per lavori. Non si conoscono i nomi degli ospiti, solo 2 su 12. Non è stata fatta richiesta per l’Auditorium del Parco del Castello. In Curia nessuno sa nulla per l’utilizzo delle chiese di Collemaggio e San Silvestro. Se non è approssimazione questa. E per 700mila euro in 4 giorni...».
Molti ritengono la sua un’ingerenza politica.
«Non lo è. Il 17 gennaio scorso è stato firmato un accordo, con il sottosegretario alla Ricostruzione, Vacca, nel quale si danno compiti strategici al Comune, cioè l’assegnazione di un ruolo chiarissimo al sindaco».
E invece? Cosa è successo?
«Ho chiesto a più riprese il programma del Festival e il resoconto economico, ma non mi è stato mai mandato nulla. Fino all’ultima richiesta, di qualche giorno fa. Anche l’Isa, che gestisce l’evento, ha chiesto programma e bilancio. È arrivato un programma nel quale non c’è nulla. Solo vaghe indicazioni. E totalmente diverso da quello del 2017, quando nacque l’idea, presentato dalla presidente del Tsa, Annalisa De Simone».
E sul piano economico?
«Nulla sul cachet di artisti e ospiti. Ci sono 132mila euro per la direzione artistica; 385mila euro (e qui siamo al ridicolo) di “costi di ospitalità”. Zerocalcare, ad esempio, verrebbe gratis. E poi: 110mila euro per promozione e pubblicità; 22mila euro per consulenze. E dal Comune vogliono tutto gratis e gli operai a disposizione».
Il Festival si farà?
«Non so che intenzioni hanno, certo che i tempi tecnici non ci sono. E si rischia di perdere i soldi».
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