Dieci milioni al Comune dalle case cooperative Peep

L’assessore Liris: «Dopo vent’anni abbiamo approvato le prime sei delibere Così centinaia di famiglie diventeranno proprietarie e l’ente incasserà soldi»
L’AQUILA. Dopo almeno due decenni si comincia a risolvere, da parte dell’amministrazione comunale, un problema che riguarda centinaia di famiglie delle cooperative che hanno costruito con il piano Peep e con la convenzione a 99 anni con il Comune.
In pratica chi ha costruito una casa in cooperativa negli anni Settanta, tra circa 40 anni dovrebbe consegnarla al Comune, in quanto la convenzione prevedeva la concessione del terreno per costruire da parte dell’ente, mentre i soci delle cooperative dovevano assumersi gli oneri di urbanizzazione, per restituire il tutto al Comune dopo 99 anni, abitazioni comprese. Con immaginabile danno per le famiglie e anche molta apprensione, perché non avendo la totale proprietà dell’immobile, non potrebbero neppure lasciarlo ai figli in eredità.
Nello scorso consiglio comunale, su proposta dell’assessore alle Opere pubbliche e vice sindaco, Guido Liris, sono state approvate le prime sei “storiche” delibere, che consentono ai soci delle cooperative del Piano Peep di allora, di pagare una cifra – ogni famiglia secondo criteri e situazioni diverse – e, in un certo modo, riscattare casa e terreno dal Comune. «È un’operazione che oltre a guardare al benessere e alla tranquillità delle famiglie, frutterà al Comune un introito che, alla fine di tutta l’operazione, si aggirerà intorno ai 10 milioni di euro», sostiene Liris.
«Già da queste prime sei delibere, che riguardano decine di famiglie, incasseremo circa 300 mila euro».
«Si tratta di un’operazione complessa, che in questi ultimi vent’anni nessuno è riuscito ad avviare. Neppure nelle due amministrazioni Cialente, sempre per la mancanza di accordi interni. Io conoscevo il problema perché non sono nuovo in consiglio comunale e uno dei temi che ho deciso di affrontare subito, è stato proprio quello delle cooperative, consapevole», aggiunge il vice sindaco, «che è in gioco il futuro di tante famiglie aquilane e che da questa operazione il Comune – e quindi i cittadini – potrà trarre un grosso beneficio economico. Vista l’enorme risposta positiva – perché l’adesione, naturalmente, è facoltativa – indicheremo nei prossimi giorni ai soci delle cooperative, in maniera specifica, chi deve fare cosa». L’esborso per acquisire la totale e definitiva proprietà degli immobili, varia da famiglia a famiglia e va da cifre irrisorie, come 250 euro, a 4/5 mila euro.
«Stiamo portando così a compimento una storia che si può definire infinita», conclude Liris.
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