Dimessa dall’ospedale accusa un malore: è grave

La donna trasportata d’urgenza all’Aquila per un’emorragia alla testa Un amico si rivolge al Tribunale per i diritti del malato: «Ci sono responsabilità?»
AVEZZANO. Dimessa dal pronto soccorso con un codice verde, dopo quattro giorni ha un’emorragia cerebrale e finisce d’urgenza in terapia intensiva. A denunciare quanto accaduto è Carlo Michetti, di Avezzano.
Michetti ha evidenziato che il presunto caso di malasanità è già stato segnalato al Tribunale per la difesa dei diritti del malato e a un legale. M.D., cittadina romena residente a Sulmona, ma che da anni lavora ad Avezzano, il 14 agosto è arrivata al pronto soccorso di Avezzano accusando forte mal di testa e mal di schiena.
«Intorno alle 5 la mia amica» sottolinea Michetti «si è sentita male ed è stata trasportata al pronto soccorso con dolori alla testa e dietro la schiena. Non poteva camminare. Le hanno fatto gli accertamenti senza approfondire il caso e dopo quasi 12 ore la paziente è stata dimessa».
Michetti ha messo su Facebook il referto dell’ospedale in cui è scritto che M.D. piangeva di continuo ed era molto agitata e che aveva accusato il malore mentre si piegava per vestirsi. Nel referto è chiaramente riportata anche la diagnosi – dieci giorni – con il consigliato riposo domiciliare e una terapia a base di alcuni specifici medicinali. Dopo quattro giorni la donna, come raccontato dal suo amico, si è sentita male mentre era sotto la doccia e un’amica l’ha immediatamente riaccompagnata in ospedale. «È stata una fortuna che non era sola» dice Michetti «e che non abbia perso i sensi. Una persona che viene trasportata in ospedale accusando dolori di testa e che non riesce a camminare, secondo il mio punto di vista doveva quantomeno essere sottoposta a una tac o una risonanza magnetica per approfondire il danno. La vicenda è stata presa molto alla leggera» conclude «e ora la mia amica si trova all’ospedale dell’Aquila, dove è stata portata con urgenza, e dovrà subire un’operazione. Mi chiedo: il servizio sanitario per salvare le vite umane funziona in Italia? Ho già sollecitato un intervento del Tribunale per la difesa dei diritti del malato per chiedere che sia chiarito l’accaduto e per valutare se ci sono delle responsabilità». (m.t.)
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