Dimessi anche gli altri 5 intossicati

Il malore sul treno storico provocato da cibi portati da casa
CASTEL DI SANGRO. Sono state tutte dimesse le otto persone che si erano sentite male sulla Transiberiana d’Abruzzo dopo aver mangiato del cibo che avevano portato da casa. Le ultime tre hanno lasciato l’ospedale nel tardo pomeriggio di ieri, dopo che i medici che li hanno avuto in cura domenica scorsa, hanno dato il nulla osta per il loro ritorno a casa. Gli esami clinici ai quali sono stati sottoposti gli otto turisti, tra cui un ragazzo di 11 anni, tutti appartenenti a una famiglia proveniente da Vacri , hanno confermato che si è trattato di un’intossicazione alimentare, anche se non è stato ancora accertato quale sia stato l’alimento che ha provocato il malore collettivo. Da quanto hanno raccontato, avrebbero mangiato tutti del cibo portato da casa: in particolare pane e frittata e del formaggio. E con molta probabilità sarebbero state proprio le uova a provocare l’intossicazione. Gli otto si sono sentiti male attorno alle 17.30 di domenica mentre stavano tornando a Sulmona sul treno storico che tutte le settimane “regala” a centinaia di appassionati e turisti un meraviglioso viaggio attraverso gli angoli più suggestivi e incontaminati dell’Abruzzo interno. Conati di vomito, diarrea, forti dolori addominali e in un caso anche insufficienza respiratoria. Immediatamente il personale in servizio sul treno ha portato i primi soccorsi agli intossicati allertando l’ospedale di Castel di Sangro dove gli otto sono stati trasferiti dopo che il treno ha fatto sosta alla stazione del capoluogo sangrino. Trattati con una flebo, in tre si sono subito ripresi tanto da essere dimessi già domenica sera. Per gli altri cinque si è resa necessaria una terapia più incisiva e sono rimasti in ospedale un giorno in più rispetto agli altri.
Una vicenda che ha confermato ancora una volta l’importanza che ricopre per l’Abruzzo interno l’ospedale di Castel di Sangro, anche se medici e infermieri sono costretti a lavorare quasi sempre in condizioni di emergenza per la cronica carenza di macchinari. (c.l.)
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