Dipendente discriminato: sarà risarcito

14 Luglio 2020

Straordinari negati dalla Motorizzazione, la Corte di Cassazione dà ragione a un sindacalista

L’AQUILA. Il lavoratore discriminato perché escluso senza motivo dagli straordinari dev’essere risarcito.
Terzo pronunciamento favorevole nei confronti del dipendente della Motorizzazione civile Ludovico Milani.
Nei giorni scorsi la Corte di Cassazione (sezione Lavoro), dichiarando inammissibile il ricorso presentato dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, ha condannato lo stesso dicastero al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, confermando la sentenza della Corte d’Appello dell’Aquila, che già nel 2014 aveva disposto, in favore del dipendente, un risarcimento danni quantificato in circa 6mila euro.
Milani, rappresentato dall’avvocato Isabella Di Benedetto, aveva vinto anche nel giudizio di primo grado davanti al giudice del lavoro.
Il dipendente, da quando era stato nominato sindacalista nella Rsu, era stato sempre escluso dagli straordinari. Si trattava, in particolare, della mancata assegnazione dei turni di lavoro per effettuare le revisioni dei veicoli. La contestazione riguardava il fatto che tanti colleghi erano stati comunque impiegati in tali turni di straordinari e, pertanto, nei suoi confronti si sarebbe configurata una sorta di discriminazione, visto che non era stata mai chiarita la ragione della sua perdurante esclusione.
La controversia con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti si riferisce al periodo compreso tra novembre del 2008 e maggio del 2011.
Sia il giudice del lavoro Anna Maria Tracanna nel 2013 sia la Corte d’Appello l’anno dopo avevano emesso la sentenza di condanna del ministero sia al risarcimento sia alla rifusione delle spese di giudizio.
La Cassazione ha ritenuto legittima la sentenza di appello, secondo la quale è stata riconosciuta «la natura discriminatoria della mancata inclusione di Ludovico Milani nei turni di straordinario disposti per la revisione dei veicoli e compensati direttamente dai privati».
Per i giudici è stato violato il principio di parità di trattamento.(cr.aq)
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