Dipendenti Thales Alenia oggi alla protesta di Roma

2 Luglio 2014

L’AQUILA. Ci saranno anche i lavoratori aquilani, stamani, in piazza Santi Apostoli a Roma, dove è previsto un presidio per richiamare attenzione sulla vertenza della Thales Alenia Space, che dal 14...

L’AQUILA. Ci saranno anche i lavoratori aquilani, stamani, in piazza Santi Apostoli a Roma, dove è previsto un presidio per richiamare attenzione sulla vertenza della Thales Alenia Space, che dal 14 luglio metterà in cassa integrazione per 13 settimane 350 dipendenti, di cui 80 nella sede dell’Aquila.

La mobilitazione è partita da settimane: oggi, oltre a partecipare alla manifestazione nella capitale, gli addetti si fermeranno per 8 ore e bloccheranno i cancelli delle fabbriche, nel capoluogo abruzzese e a Roma e Milano. Il ricorso all’ammortizzatore sociale è legato al taglio dei fondi destinati al programma Cosmo SkyMed, che rappresenta uno dei più innovati sistemi spaziali di osservazione della terra.

«L’obiettivo della protesta», scrivono le Rsu del sito aquilano, «è scongiurare il declino dell’industria aerospaziale italiana e promuoverne lo sviluppo futuro. Tra le iniziative messe in campo fondamentali sono quelle di sensibilizzazione delle istituzioni pubbliche e in particolare del governo, perché si impegni a sostenere il settore aero-spazio, altamente strategico per il Paese e fortemente innovativo, attraverso una consapevole politica di investimenti e la promozione di programmi di lungo periodo, tra i quali oggi il più critico per la stessa continuità operativa della Thales Alenia Space Italia è il programma Cosmo di seconda generazione».

Sindacati e lavoratori sperano di ottenere un incontro istituzionale, già formalmente richiesto al presidente del Consiglio dei ministri, al sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, al ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca (competente per l’Agenzia spaziale italiana) e al ministro dello Sviluppo Economico. «La delegazione», sottolineano le Rsu, «evidenzierà ancora una volta come tutti i Paesi del mondo tecnologicamente avanzato (dagli Stati Uniti alla Germania, Francia, Gran Bretagna), si impegnano costantemente a sostenere il comparto spaziale, strategico sotto diversi aspetti tra cui, non ultimo, quello del rafforzamento della presenza in uno dei pochi settori industriali in cui la competizione non avviene solo a livello di costi ma soprattutto a livello di contenuto tecnologico, di capacità di innovazione e di qualità. L’Italia», concludono le Rsu, «non può rimanere indietro rispetto a questi Paesi, ma deve continuare a mantenere e sviluppare le competenze che le hanno permesso negli anni di emergere e di raggiungere, in questo ambito, il livello di eccellenza che tutti nel mondo le riconoscono». (r.s.)

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