Dipinto sparito dopo il terremoto torna nella chiesa di Sante Marie

SANTE MARIE. Era stata staccata dalla nicchia dove era sempre stata custodita e portata all’Aquila per un restauro conservativo. Dopo 17 anni, un terremoto, un trasloco e un restauro l’antico dipinto...
SANTE MARIE. Era stata staccata dalla nicchia dove era sempre stata custodita e portata all’Aquila per un restauro conservativo. Dopo 17 anni, un terremoto, un trasloco e un restauro l’antico dipinto tornerà nella chiesa di Santa Maria delle Grazie nel centro storico di Sante Marie. La tela della Crocifissione con Sant’Antonio Abate e Sant’Andrea tra qualche mese verrà risistemata nella nicchia al fianco dell’altare centrale. Il dipinto, un olio su tela databile alla seconda metà dell’Ottocento, come le altre tele della chiesa opera dell’artista olandese Joseph Ranucci, nel 2002 era stato consegnato dall’allora parroco don Beniamino Resta – oggi missionario in Brasile – alla Soprintendenza per un primo restauro. All’epoca la chiesa non era stata ancora restaurata, ma si decise di iniziare a mettere a posto le tele che rischiavano di deteriorarsi troppo. Quando nel 2005 don Beniamino venne trasferito a Caruscino di Avezzano scrisse una lettera alla Soprintendenza per avere certezza dello stato dei lavori e venne rassicurato sul completamento del restauro. Dopo quattro anni ci fu il terremoto e molte opere custodite all’Aquila vennero spostate e della tela non si seppe più nulla. Don Gabriele Guerra, originario di Sante Marie e attualmente parroco di Paterno, aveva una vecchia foto che custodiva tra le sue carte. Da quella è partito per ritrovare la tela, che si è scoperto era depositata nei laboratori di Celano Paludi. L’associazione anziani “Torquato Di Bernardo” di Sante Marie e il presidente Giampiero Di Nunzio hanno deciso di stanziare i fondi necessari per il restauro della tela, circa 3mila euro. L’intervento è completato e quanto prima la Crocifissione tornerà al suo posto per la gioia dei parrocchiani. In molti sperano che possa essere ricollocata nella nicchia in occasione delle festività dei santi patroni Quirico e Giulitta.
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