«Direttore delle Poste intesta alla moglie il tesoro degli anziani»
Chiuse le indagini, è accusato di truffa ai danni di due coniugi L’avvocato Milo: decine di testimoni pronti a dire il contrario
COLLELONGO. È accusato di avere intestato alla moglie le proprietà di due anziani coniugi. Immobili, conti correnti e polizze assicurative per un valore di circa 200mila euro. Con queste accuse la Procura ha chiuso le indagini nei confronti di E.V., di Pescina, all’epoca dei fatti contestati direttore dell’ufficio postale di Collelongo. Indagata anche la consorte, D.P.R.. Per i due si ipotizzano i reati di truffa aggravata in concorso e circonvenzione di incapace.
Le indagini dei carabinieri di Trasacco, agli ordini del maresciallo Armando Croce, sono scattate nel 2013, quando l’anziano di Collelongo, 81 anni, si è presentato in caserma perché insospettivo dal comportamento del direttore dell’ufficio postale. L’anziano ha raccontato che il direttore dell’ufficio aveva garantito ai coniugi una serie di aiuti, con tanto di investimenti, per fare trascorrere loro una vecchiaia più serena. Ma sempre stando a quanto emerso nel corso dell’indagine dei carabinieri, il direttore aveva intestato a sua moglie conti postali e polizze assicurative per un valore di circa 200mila euro. Oltre ad alcune proprietà dei due anziani. Un piccolo tesoro. E.V. e sua moglie si sono sempre difesi sostenendo di avere solo voluto aiutare i due anziani, con i quali c’era un’amicizia. L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica, Vincenzo Barbieri. Quest’ultimo ha fatto eseguire una perizia da un consulente nella quale emergerebbe che i due anziani coniugi hanno un deficit cognitivo. Il direttore delle Poste e sua moglie sono assistiti dall’avvocato Antonio Milo, mentre le parti offese dall’avvocato Carlo Polce.
«Il direttore dell’ufficio postale e sua moglie si dichiarano estranei ai fatti contestati» tiene a precisare l’avvocato Antonio Milo «e sono pronti a portare a loro difesa decine di testimoni in grado di dimostrare che gli anziani erano perfettamente a conoscenza delle operazioni svolte. Inoltre, tutte queste operazioni sono state condotte da un avvocato di chiara fama, che ha garantito la legalità degli atti e che verrà da me chiamato a testimoniare».
Le parti hanno venti giorni di tempo per presentare eventuali memorie difensive.
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