«Direzione carcere Avezzano verrà accorpata a Sulmona»

12 Gennaio 2016

SULMONA. Diventerá una succursale dell’istituto romano Falcone e Borsellino la Scuola di formazione dell’amministrazione penitenziaria di Fonte d’Amore e il supercarcere sulmonese accorperà quello...

SULMONA. Diventerá una succursale dell’istituto romano Falcone e Borsellino la Scuola di formazione dell’amministrazione penitenziaria di Fonte d’Amore e il supercarcere sulmonese accorperà quello di Avezzano, accollandosi la gestione di 72 detenuti e 40 agenti. Queste le conseguenze del dispositivo della Presidenza del Consiglio dei ministri del 15 giugno scorso sulla spending review che un decreto dovrebbe attuare dalla fine del mese, secondo Mauro Nardella, vice segretario regionale della Uil penitenziari. Il provvedimento mira a riorganizzazione i presidi del ministero della Giustizia attraverso una serie di tagli e accorpamenti, che per i sindacati rappresentano solo il preludio alle chiusure. «Il Ministero si appresta ad attuare un autentico massacro istituzionale», commenta preoccupato Nardella. «Accorpare un istituto é solo l’anticipo della chiusura, contro cui ci batteremo con forza per non stravolgere l’economia di intere zone e la vita dei colleghi». Assumendo anche la dirigenza del carcere di Avezzano, il direttore dell’istituto di pena sulmonese , attulamente è Sergio Romice, dovrebbe accollarsi la gestione di altri 72 detenuti e 40 agenti, che si andrebbero ad unire ai 456 di massima sicurezza, ergastolani e collaboratori di giustizia. Reclusi che fanno del carcere peligno un istituto di primo livello, destinato a diventare il più grosso d’Europa con la fine dei lavori del nuovo padiglione, che ne ospiterà ben 700. Gli agenti in servizio, invece, restano sotto organico da tempo, fermandosi a quota 250 sui 267 previsti in pianta organica, 310 secondo le stime sindacali. «Il Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria per l’Abruzzo sará soppresso», aggiunge Nardella, «ma mentre la storia dei Prap non ci giunge nuova, quella di accorpare gli istituti penitenziari di Avezzano con Sulmona e di Chieti con Pescara giunge come un fulmine a ciel sereno. Restando contrari ad ogni accorpamento, crediamo che siano più logici quelli di Avezzano con L'Aquila e di Vasto con Chieti. I 1.700 detenuti abruzzesi spalmati sugli otto carceri della regione andranno, dunque, ad unirsi ai 5mila laziali secondo i nuovi piani del governo». Scampato il rischio chiusura imminente per la scuola di formazione penitenziaria si prefigura, invece, la perdita di autonomia con l’accorpamento a un istituto romano. «Coi rapporti che si andranno perdendo col territorio e le istituzioni locali», chiosa Nardella. Sono 60 le persone che lavorano nella scuola, divise a metà fra agenti e amministrativi, per 200 nuovi allievi ogni anno e 60 per ogni corso. ©RIPRODUZIONE RISERVATA