Diritti degli omosessuali Il corteo sfila in città

Centinaia di persone si sono spostate dalla Fontana luminosa alla Villa comunale L’iniziativa in appoggio al disegno di legge che sta per approdare in Senato
L’AQUILA. «Stesso amore, stessi diritti, stesso sì». Con questo slogan gridato da alcune centinaia di persone, anche L’Aquila è scesa in piazza con un corteo dalla Fontana Luminosa alla Villa comunale, per i diritti delle unioni civili e in sostegno al disegno di legge Cirinnà, che verrà portato in discussione giovedì prossimo in Senato. Un disegno di legge che, nonostante le pressanti richieste delle associazioni per i diritti delle coppie omosessuali, non prevede l’equiparazione del matrimonio alle unioni civili, ma che comunque interviene su una materia molto dibattuta con una posizione a metà strada. Per le associazioni scese in piazza ieri si tratta di una sorta di minimo sindacale che rappresenta, comunque, un importante passo in avanti. L’Aquila è stata una delle 97 piazze italiane in cui le associazioni e numerose persone attente ai diritti omosessuali si sono ritrovate per protestare. A spiegare le motivazioni della manifestazione, Leonardo Dongiovanni, dell’Arcigay dell’Aquila. «Siamo una delle 97 piazze italiane ma anche in Germania, Belgio e altri Paesi dell’Unione europea. Scendiamo in piazza perché anche in italia le coppie omosessuali possano godere degli stessi diritti delle persone eterosessuali. Quando al Senato si discuterà il disegno di legge Cirinnà, ci aspettiamo che questa grande mobilitazioni nazionale e non solo scuota gli animi dei senatori della Repubblica e l’Italia diventi un paese finalmente civile». In piazza, insieme a tanti semplici cittadini ed esponenti del mondo politico cittadino, gli striscioni dell’Arcigay, dell’Udu L’Aquila, Uds L’Aquila, Uaar (Unione atei agnostici razionalisti), donne del centro antiviolenza, comitato 3.32, Appello per L’Aquila, giovani democratici, asilo occupato, Sel e altri. Il consigliere comunale Ettore Di Cesare ha fatto notare «l’assenza di sindaco e assessori, solo due consiglieri presenti».
Raniero Pizzi

