Diritto di caccia, doppiette in tribunale

Avezzano. Assegnazione delle aree per catturare cinghiali: vince l’Atc, sentenza ribaltata in Appello
AVEZZANO. Finisce in pareggio la guerra delle doppiette, per fortuna solo nelle aule giudiziarie, su una postazione non gradita per la battuta di caccia al cinghiale. Il tribunale di Avezzano, infatti, ha ribaltato la sentenza di primo grado emessa dal giudice di pace che aveva condannato l’Ambito territoriale di caccia di Avezzano al risarcimento di mille euro, più le spese legali, nei confronti di Vincenzo Napoleoni, per “violazione” di un diritto costituzionale. Per il giudice di pace il mancato cambio di postazione aveva violato la “carta”, ovvero il diritto alla caccia, causando un danno al cacciatore, nonché componente della squadra di caccia “I limieri”. Sentenza impugnata dall’Atc. Ora, a cinque anni di distanza dal fatto (era il 2013), in sede d’Appello, il giudice Andrea Dell’Orso, ha dato ragione all’Atc. Così il presidente dell’Ambito, Giacomo Di Domenico: «Nel rigettare la richiesta di risarcimento avanzata dal cacciatore, il dottor Dell’Orso ha giudicato quella motivazione del giudice di pace non persuasiva e non condivisibile, considerato che, il diritto alla caccia non può elevarsi al rango di libertà fondamentali così come inteso dalla Corte costituzionale». Nessuna violazione della Carta, quindi, per l’Atc. La decisione del giudice è stata accolta soddisfazione dal presidente Di Domenico «amareggiato, però, per l’ennesima vicenda giudiziaria. Ci ha costretto a spendere i soldi dei cacciatori per fronteggiare spese processuali causate da richieste pretestuose», afferma, «sottraendoli alle attività di gestione faunistico-venatoria». La storia finita in tribunale prese il via dall’assegnazione dell’area di caccia al cinghiale denominata Cesalonga per la stagione 2013/2014 (in seguito alla rinuncia di un altro gruppo) ai “Limieri”, la squadra di Napoleoni. Quest’ultimo, ritenendo la zona non idonea, presentò un esposto alla Provincia (21 novembre 2013) dove evidenziava criticità per l’esercizio della caccia all’interno di quell’area e chiedeva il cambio. L’Atc però non ritenne valide le contestazioni e comunicò di non poter eseguire assegnazioni diverse. Nel dicembre 2014, Napoleoni citò l’Atc in giudizio per danno patrimoniale e non patrimoniale per lesione del diritto alla caccia. Il giudice di pace riconobbe la violazione, ora ribaltata in Appello.
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