«Disabilità, da Biondi solo chiacchiere»

4 Febbraio 2019

Romano (Il Passo Possibile): impegni disattesi, presa in giro la parte più fragile della comunità

L’AQUILA. «La disabilità non è una malattia, è una condizione ordinaria di tutto il genere umano che si trova a vivere in un contesto ambientale sfavorevole, aveva detto il sindaco Pierluigi Biondi centrando perfettamente uno dei temi cardine di una società che voglia dirsi civile. Ma poi le chiacchiere se le porta il vento, ci vogliono i fatti».
A parlare è Paolo Romano, capogruppo consiliare del “il Passo Possibile”, che aggiunge: «Ci vogliono fatti quando amministri, ma soprattutto quando scendi nell’agone di una campagna elettorale permettendo addirittura la candidatura a metà della giunta. Sull’abbattimento delle barriere architettoniche per i cittadini che per una qualunque ragione si trovino a vivere in un contesto di mobilità sfavorevole, sono stati fatti solo annunci: è stato nominato un disability manager, promessa la redazione di un piano di eliminazione delle barriere architettoniche (Peba) e del design for all per favorire soluzioni progettuali innovative e immediate. Sono stati disegnati idealmente percorsi per disabili in centro storico e dedicate alte professionalità e task force negli organici del Comune. Chiacchiere. Come il “Dopo di Noi”, progetto del quale non si sa nulla da un anno e la cui vera natura è stata stravolta prediligendo la concezione di un centro socio-sanitario. La delibera sul Peba è stata redatta ma è rimasta inattuata, mentre il design for all, che necessitava di una semplice determina, è scomparso. Al suo posto, giardinetti messi a nuovo con il brecciolino a terra che impedisce il transito a disabili e infanti».
«Addirittura», sostiene ancora Romano, «si è spostata un’alta professionalità del settore Politiche per il benessere della persona che avrebbe dovuto avere l’obiettivo di una programmazione generale di tutti i servizi volti all’inclusione sociale, a favore di presunti direttori artistici che dovranno curare il decennale del terremoto e coordinare lo staff del primo cittadino. Ma il decennale è un momento di riflessione o di spettacolo? E lo spettacolo conta più delle promesse fatte per quel che riguarda il sociale? A tutte le associazioni che aspettavano risultati tangibili cose diranno? C’è di più: il Peba, un piano strategico, partecipato, facilmente consultabile, dinamico e interdisciplinare, godeva della certezza di una road map precisa in grado di dettare i tempi della sua approvazione: 210 giorni per la redazione del documento preliminare, già scaduti, tra i 30 e i 90 giorni successivi entro i quali si sarebbe dovuto approvarlo in giunta e in consiglio comunale».
«Sono, però, trascorsi già 263 giorni», conclude il capogruppo d’opposizione, «senza che ci sia alcunché all’orizzonte; si rischia solo di prendere in giro la parte più fragile dei cittadini, gli stessi che poi vengono invitati ai consigli comunali straordinari sulla Giornata mondiale della disabilità».
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