«Disastro ambientale nel Fucino» La relazione choc sulla crisi idrica

Per Confagricoltura «ogni anno si sprecano fino a 15 milioni di metri cubi, impianto irriguo obsoleto» Interviene Fedele (M5S): «Servono infrastrutture moderne e una gestione efficiente del sistema»
AVEZZANO. Un vero e proprio «disastro ambientale» quello che si sta consumando nel Fucino. L’allarme è arrivato da una relazione di Confagricoltura sul sistema idrico e la gestione delle acque: «Ogni ulteriore ritardo nel dotare il Fucino di un razionale impianto irriguo», si legge nel testo, «perpetuerà lo spreco di acqua nell’ordine dei 10/15 milioni di metri cubi all’anno». Il documento è stato inserito negli atti dell’ultima seduta della Commissione d’inchiesta sull’emergenza idrica. Confagricoltura riporta alcuni studi condotti dall’Arsa secondo i quali «per alimentare l’obsoleto sistema irriguo del Fucino occorre prelevare dalle falde non meno di 24 milioni metri cubi di acqua, di cui il 50 per cento per coprire il fabbisogno delle colture e il 50 per cento per coprire il deficit provocato dallo spreco di acqua». «Un vero disastro ambientale», chiosa il documento di Confagricoltura, «con i costi e rischi a carico degli agricoltori costretti a utilizzare una risorsa pregiata in modo sbagliato».
«Il fabbisogno agricolo di acqua nel Fucino è 9 volte superiore a quello per gli usi civili. Proprio per questo non si può prescindere dalla disponibilità in Abruzzo di infrastrutture moderne e di una gestione efficiente della risorsa idrica, anche in questo fondamentale settore», sostiene Giorgio Fedele, consigliere regionale del M5s e vicepresidente della Commissione agricoltura. «Ed è in quest’ottica», aggiunge, «che il silenzio dell’assessore Imprudente e gli enormi ritardi accumulati nella realizzazione del progetto per il nuovo impianto irriguo del Fucino sono allarmanti. Parliamo di un progetto addirittura già finanziato dai fondi Masterplan ma che a oggi, a distanza di anni di propaganda e promesse, non è ancora realtà».
«La situazione è molto grave», commenta il presidente della Commissione d’inchiesta Sara Marcozzi, «perché i due terzi dell’acqua in Abruzzo sono impiegati in ambito agricolo. Va da sé quindi che le maggiori criticità in tema di dispersioni, sprechi, costi energetici e contaminazioni vanno ricercate e risolte proprio in quest'ambito. Inoltre, non meno importante, utilizzare acqua di qualità per le nostre colture è fondamentale a cascata per la qualità dei cibi che portiamo sulle nostre tavole». Marcozzi e Fedele sottolineano, inoltre, l’assenza dei commissari dei Consorzi di bonifica Ovest, Interno e Centro nella seduta della Commissione d’inchiesta.
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