Dissotteravano la droga nascosta: presi

Genzano di Sassa, colti sul fatto due stranieri accusati di spacciare hascisc nei locali notturni. Condannati a 16 mesi
L’AQUILA. La squadra Mobile ha arrestato due stranieri per detenzione a fini di spaccio di stupefacenti.
Si tratta di Selmanj Tahir, di 48 anni, macedone, e SaliaJ Idajet, albanese, di 28 anni.
I due sono stati portati ieri mattina davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale Giuseppe Romano Gargarella e, dopo la convalida del fermo di polizia giudiziaria, hanno patteggiato un anno e 4 mesi di reclusione non avendo alcuna possibilità di difendersi essendo stati colti in flagrante. I due, ora, sono a piede libero.
Gli stranieri sono stati presi nel pomeriggio di sabato scorso dagli agenti in prossimità di un rudere situato lungo la statale 584 nella zona di Genzano di Sassa mentre stavano dissotterrando otto panetti di hascisc per un peso complessivo di 800 grammi.
Nel corso della perquisizione effettuata nel domicilio dei due arrestati è stata trovata e sequestrata la somma di mille euro presunto provento dell’attività illecita della vendita della droga.
Il macedone è stato anche denunciato in quanto non ha rispettato l’ordine del questore di lasciare il territorio nazionale in quanto persona nota alle forze dell’ordine. Un ordine, che, com’è noto, quasi mai viene rispettato perché la legge ne lascia la facoltà all’interessato.
L’arresto dei due malviventi era nell’aria in quanto erano nel mirino degli investigatori. Essi, infatti, erano stati segnalati attraverso l’applicazione di “Youpol” da parte di alcuni cittadini aquilani.
Infatti li avevano notati mentre sostavano, ripetutamente, ma per brevi lassi di tempo, nel corso del weekend, in prossimità di locali, alcuni dei quali anche in centro, frequentati da ragazzi poco più che maggiorenni. Le indagini della sezione antidroga sono state dirette dal capo della Mobile, Tommaso Niglio e coordinate dal pm Fabio Picuti. Nel corso del procedimento penale i due sono stati assistiti dall’avvocato Mauro Ceci.
Le indagini non si fermano qui. Nel senso che gli investigatori vogliono andare fino in fondo. La gravità del fatto sta che la droga veniva spacciata in locali frequentati perlopiù da giovanissimi.
L’intenzione della polizia è di circoscrivere la rete dei rapporti intessuti ai fini dello spaccio dai due stranieri, anche in considerazione del consistente quantitativo di stupefacente.
Al vaglio anche i tabulati telefonici allo scopo di individuare la provenienza della sostanza che probabilmente arriva da Roma.
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