Distanza di sicurezza anticontagio per magistrati, avvocati e utenti

29 Febbraio 2020

La direttiva: «I giudici limitino l’accesso alle udienze, evitare gli assembramenti nei tempi d’attesa I professionisti riducano al minimo la presenza di loro accompagnatori non indispensabili»

L’AQUILA. L’allarme coronavirus serpeggia anche a palazzo di giustizia al punto da indurre, precauzionalmente, la presidente della Corte d’Appello, Fabrizia Ida Francabandera, a indicare, tramite direttiva, delle forme di comportamento negli uffici giudiziari finalizzate a limitare i contatti.
GIUDICI E AVVOCATI. «Si invitano tutti i magistrati», si legge nel provvedimento, «a limitare l’accesso alle aule di udienze alle persone strettamente necessarie per ogni singola causa, al fine di evitare che la contemporanea presenza di troppe persone non consenta l’osservanza delle comuni misure di precauzione: tutti avranno cura di mantenere tra loro una distanza di sicurezza adeguata. I capi degli uffici giudiziari potranno valutare l’adozione di analoghe misure o di altre ritenute più efficaci dandone comunicazione alla Corte d’Appello o alla Procura generale». «Si invitano», si legge nell’atto, «tutti gli avvocati e i professionisti che abbiano necessità di accedere al palazzo di giustizia a valutare la possibilità di contenere al massimo la presenza di accompagnatori non indispensabili (parti processuali, assistenti, etc) e di limitare la permanenza nel palazzo al tempo strettamente necessario per l’adempimento dei loro impegni evitando assembramenti nelle aule e negli spazi comuni».
I DIPENDENTI. «Tutti i dipendenti pubblici», è scritto nell’atto, «e coloro che frequentano abitualmente gli uffici giudiziari, qualora provengano da una delle aree a rischio, o abbiano avuto contatto con persone provenienti dalle medesime aree, sono tenuti a comunicare tale informazione oltre alle autorità sanitarie anche all’amministrazione della giustizia». È il caso di una dipendente degli uffici giudiziari che ha partecipato a una manifestazione in Veneto per cui, pur stando in ottima salute, starà lontano per alcuni giorni dal lavoro al fine di bloccare in radice qualsiasi ipotesi di rischio.
MISURE IGIENICHE. Per quanto riguarda il palazzo di giustizia, inoltre, alla ditta che fa le pulizie è stato chiesto che il lavoro venga eseguito mediante uso di materiale disinfettante a base di alcol e cloro con attenzione a luoghi frequentati dal pubblico. Dal 26 febbraio, inoltre, è in atto una pulizia straordinaria globale. Ai dipendenti addetti allo smistamento della posta sarà possibile indossare guanti in lattice monouso; ai dipendenti a contatto diretto col pubblico viene ricordato di mantenere un’adeguata distanza di sicurezza dagli utenti e di evitare che nei tempi di attesa si formino assembramenti eventualmente scaglionando gli accessi. Attivata la procedura di acquisto di gel disinfettante. A causa delle note difficoltà di approvvigionamento, la consegna dei distributori e delle ricariche è prevista per la prossima settimana.
INGRESSI. Si chiede, inoltre, al personale addetto al controllo degli accessi (che in realtà è uno solo) di identificare gli utenti che non risultino essere abituali frequentatori e quale sia la loro località di provenienza. La possibile presenza di soggetti arrivati da zone di contagio o in condizione di malattia dev’essere segnalata al dirigente per vedere cosa fare.
UDIENZE. Coloro (parti, consulenti, periti) che vengono da aree a rischio contagio saranno esentati dalla presenza in aula, visto che ci sarà, per loro, il legittimo impedimento. Ma nel comunicato della presidente della Corte d’Appello, Francabandera, si precisa che l’attività giudiziaria va avanti regolarmente. Questo provvedimento è stato adottato e diffuso dopo un consulto con il presidente del tribunale e il procuratore della Repubblica dell’Aquila.
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