Distretto rurale, Santilli rispolvera il progetto

All’iniziativa, ferma da tempo, ha aderito la quasi totalità dei Comuni marsicani E il sindaco di Celano, ente capofila, promuove incontri con aziende e Gal
CELANO. I Comuni della Marsica sono convinti che il sistema distrettuale, prospettato da una legge regionale del 2015, ma rimasta finora inattuata, possa ridare un poderoso impulso alla crescita economica del territorio. Lo si evince dall’adesione della quasi totalità delle amministrazioni, attraverso l’adozione di delibere, alla costituzione del Distretto rurale della Marsica.
Settimio Santilli, primo cittadino di Celano, Ente capofila, che inizialmente – lo ammette candidamente – aveva delegato a occuparsi del problema alcuni collaboratori col risultato che da un anno non sono stati compiuti passi in avanti, resosi conto delle aspettative di sviluppo che il nuovo modello organizzativo ha creato, soprattutto, nel mondo agricolo fucentino, ha deciso di ridare slancio all'iniziativa, occupandosene personalmente. Così ieri, d’intesa con Eleonora Pensa, responsabile dello Sportello Europa e coordinatrice del progetto, ha predisposto un programma di incontri a partire dalla prossima settimana.
Dopo le associazioni di categoria, toccherà alle aziende agricole e infine ai due gruppi di azioni locali, presenti sul territorio: Gal Terre Marsicane e Gal Gran Sasso.
Santilli si dice determinato ad andare fino i fondo, portando in porto il progetto. «Entro l’anno», assicura, «contiamo di presentare il progetto alla Regione». «I distretti rurali», spiega, «sono sistemi locali caratterizzati da identità storiche e territoriali omogenee, derivanti dall’integrazione tra agricoltura e altre attività locali (agriturismo, artigianato, iniziative turistico-culturali), nonché dalla produzione di beni e servizi coerenti con la storia e le vocazioni naturali del territorio».
Nel settore agroalimentare, il modello distrettuale si prefigge la valorizzazione della produzione agricola, l’offerta di prodotti di qualità, la tutela dei produttori dalla concorrenza aggressiva dei mercati e dei marchi di origine territoriale, la difesa delle piccole e medie imprese – l’80 per cento delle quali è costituito da aziende che coltivano meno di cinque – nei confronti della grande distribuzione organizzata, un maggiore sostegno alla zootecnia e la crescita dell'occupazione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

