Disuguaglianze e povertà, in città don Ciotti

Il sacerdote attivista in prima linea nella lotta antimafia ospite del Gssi insieme all’ex ministro Barca
L’AQUILA. Il sacerdote e attivista contro le mafie don Luigi Ciotti e l’ex ministro Fabrizio Barca sono stati tra gli ospiti – in occasione della Giornata mondiale per l’eliminazione delle povertà – della presentazione dei risultati del progetto di ricerca “La pienezza del vuoto. Indagine sulle nuove forme di mutuo supporto: il caso della Rete dei Numeri Pari” ospitata al Gssi Gran Sasso Science Institute.
A dare il via alla giornata, gli interventi di Fabrizio Barca, statistico ed economista co-coordinatore del Forum Disuguaglianze e Diversità, e dell’economista ecologico, attivista, scrittore e coordinatore della Rete dei Numeri Pari, Giuseppe De Marzo. «L’aumento delle disuguaglianze riceve risposte concrete dalle pratiche e dalle forme alternative di organizzazione costruite dalle realtà studiate», ha detto Barca. «Nella nostra società complessa ci sono due strade: o un maggiore ricorso all’autoritarismo e alla concentrazione di potere e controllo, o una maggiore reciprocità. Il modello delle realtà indagate va nella seconda direzione. Come ForumDD siamo convinti che di fronte al parossismo delle crisi che si succedono sia necessario che le soluzioni che vengono da questo fermento sociale trovino quell’ascolto di sistema che è finora mancato».
Il progetto, durato tre anni, ha indagato pratiche e strutture delle forme di mutuo supporto racchiuse nelle centinaia di realtà riunite nella Rete dei Numeri Pari. Attraverso il lavoro del gruppo di ricerca composto da Mirco Di Sandro, Margherita Grazioli, Valeria Pica e Carmen Silipo, sono state messe in luce forme innovative di organizzazione che riempiono «il vuoto lasciato da uno Stato in grave affanno».
La rettrice del Gssi Paola Inverardi, nel suo saluto, ha affermato: «Come istituzione universitaria superiore siamo contenti di poter contribuire a dare una valenza scientifica, una categorizzazione, a frammenti di realtà che si muovono autonomamente e che propongono soluzioni in controtendenza, possibili nuove buone pratiche, nuovi elementi di politica, elementi di uguaglianze da inserire nell’agenda del Paese».
Don Luigi Ciotti, presidente di Libera e del Gruppo Abele, riguardo alla questione del welfare mafioso, ha affermato: «La ricerca ci permette di dare una lettura nuova del presente. Vediamo un’Italia a doppia velocità: da una parte le élite, dall’altra le persone impoverite che arrancano e vengono lasciate indietro. In questo contesto noi abbiamo il dovere di riempire i vuoti lasciati dalla politica, ma anche di denunciare la sproporzione tra solidarietà e giustizia. Noi continueremo con le nostre pratiche di mutualismo, ma c'è bisogno che la politica torni ad assumersi le sue responsabilità come da troppi anni non sta facendo».
Dopo un focus sul welfare e la cittadinanza ecologica, le conclusioni di Alessandra Faggian, direttrice dell’Area di Social Sciences del Gssi direttamente coinvolta nel lavoro di ricerca: «I tre soggetti promotori della ricerca vengono da ambienti totalmente diversi. Anche questo è nel successo e la soddisfazione di questo lavoro: essere riusciti a collaborare, a mettere insieme i saperi, a fare ricerca partendo da punti di vista e approcci differenti condividendo la missione».

