Raiano

Dita amputate mentre lavora in fabbrica: il datore di lavoro va a processo

6 Giugno 2026

Sarà processato il 2 luglio Vincenzo Saracco, imputato per il grave infortunio sul lavoro verificatosi il 23 febbraio 2022 a Raiano. Lo ha deciso il giudice del tribunale di Sulmona Emanuela Cisterna

RAIANO. Sarà processato il prossimo 2 luglio Vincenzo Saracco, imputato per il grave infortunio sul lavoro verificatosi il 23 febbraio 2022 a Raiano. Lo ha deciso il giudice del tribunale di Sulmona Emanuela Cisterna. L’imputato, legale rappresentante di una ditta individuale con sede in contrada Vallone a Prezza, opera nel settore della fabbricazione di porte, finestre, telai, imposte e cancelli metallici. Al lui viene contestato di aver cagionato, con colpa generica consistita in imprudenza e negligenza e con colpa specifica gravi lesioni personali a un operaio. Secondo quanto ricostruito, il lavoratore ha riportato l’amputazione della falange del secondo, terzo e quarto dito della mano sinistra. Le lesioni sono state giudicate guaribili in un periodo non inferiore a 74 giorni (alla data del 16 novembre 2022), con incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un analogo arco temporale e una menomazione dell’integrità psicofisica pari al 10%. Nel dettaglio, il danno permanente è consistito nella perdita anatomica delle falangi del secondo, terzo e quarto dito, in una residua rigidità delle falangi del secondo e terzo dito e in una riduzione funzionale della pinza tra pollice e indice. L’infortunio si è verificato mentre l’operaio azionava la pedaliera di una macchina curvatrice, avendo la mano sinistra posizionata in corrispondenza della zona di convergenza tra il tubo in lavorazione e i rulli di curvatura. Secondo l’impostazione accusatoria, l’evento si sarebbe verificato non solo per l’imprudente comportamento del lavoratore, ma anche per responsabilità del datore di lavoro, individuata nella mancata adeguata formazione e informazione del dipendente in materia di salute e sicurezza sul lavoro. In particolare, viene contestata l’assenza di una formazione sufficiente sui rischi di schiacciamento e sul corretto utilizzo della macchina. Da qui il rinvio a giudizio dell’imputato.

Le indagini erano state affidate ai carabinieri che si erano basati sui rilievi effettuati dagli ispettori della Asl 1. 

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