Diventò il simbolo di un’Italia povera

30 Aprile 2023

Fu contadino e garzone, segnato da un’infanzia vissuta nella miseria. Poi diventò corridore: la sua arte era la fatica. Scelse la bicicletta e la montagna. È lì che Vito Taccone (nella foto) costruì...

Fu contadino e garzone, segnato da un’infanzia vissuta nella miseria. Poi diventò corridore: la sua arte era la fatica. Scelse la bicicletta e la montagna. È lì che Vito Taccone (nella foto) costruì le sue imprese: al Giro d’Italia, dove vinse sei tappe, e al Giro di Lombardia, che conquistò al debutto da professionista nel 1961. Il Camoscio d’Abruzzo, così fu soprannominato per le sue caratteristiche da scalatore ma anche per la sua tempra, diventò il simbolo di un’Italia povera. Fu idolo nel Meridione, mito in Abruzzo: al suo ritorno dal Giro del 1963, in cui vinse 5 tappe di 4 consecutive, fu accolto come un re nella sua Avezzano. Morì il 15 ottobre 2007 a 67 anni.