Docente universitario: l’isola pedonale in centro non va

25 Settembre 2019

L’AQUILA. Il professor Andrea Viviani, docente all’Università dell’Aquila, Dipartimento di Scienze umane, ha inviato una lettera al sindaco Pierluigi Biondi sull’isola pedonale in centro storico...

L’AQUILA. Il professor Andrea Viviani, docente all’Università dell’Aquila, Dipartimento di Scienze umane, ha inviato una lettera al sindaco Pierluigi Biondi sull’isola pedonale in centro storico dalle 20 alle 24. Si è trasferito da Roma da circa due mesi e ha preso in affitto un appartamento in via Roio. «Non le nascondo il mio intento, di cui vado fiero, a rivitalizzarlo (il centro)», scrive Viviani, rivolto al sindaco, «ed è noto il mio stigma, a lezione, per gli studenti pendolari che al venerdì fanno ritorno ai loro luoghi perdendo l’occasione, non solo ludico-ricreativa, ma di crescita personale, di vivere pienamente una città anche loro per la durata degli studi», nonostante muoversi sia difficile nelle vie per la presenza dei cantieri.
«So che via Roio è zona pedonale», scrive Viviani, «e molto diligentemente mi sono attenuto alle disposizioni che ho ricavato dalla diffusa cartellonistica che circonda l’area: per questo mai avrei immaginato di trovare, la mattina del 14 settembre, sulla mia autovettura parcheggiata in uno stallo bianco proprio innanzi al Duomo, verbale di contravvenzione. Il 16 settembre, sono stato al Comando dove, con squisita gentilezza e disponibilità, da un ufficiale della Polizia locale mi è stato spiegato che, anche se entrato io alle 19:15, prima quindi dell’orario di attivazione dell’area pedonale, che è le 20, quando in vigore l’area pedonale non solo non è consentito il parcheggio, cosa che non avevo dedotto dalla cartellonistica (“Eppure è scontato sia così”, m’è stato spiegato: ecco motivato il primo addebito a verbale): pure, se l’automobile è, per l’appunto, in sosta mentre vige l’area pedonale, si cumula alla sosta contravvenzione per accesso (e transito, se non ricordo male) in area pedonale (secondo addebito a verbale)».
«Signor sindaco», continua il docente, «io diligentemente ancora ho compiuto il mio dovere di cittadino e ho pagato quanto dovuto (89,50 euro): non mi rivolgo a lei per contestare, ci mancherebbe, la liceità del provvedimento, ma per metterla a parte, e chiedergliene parere, di quelli che mi paiono paradossi». Viviani sottolinea come non sia scontato dedurre dalla cartellonistica i divieti, così come vuole chiarimenti sul perché sono state sanzionate sosta e transito. E infine: «Come si presume debba gestire la propria auto chi scelga di vivere in un’area dove accesso, transito e sono consentiti sempre tranne che nelle ore in cui vige l’area pedonale? In concreto: dovrei forse spostare la mia auto prima delle 20 e ri-parcheggiarla dopo le 24?».(v.p.)
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