Doglioni (Ingv): dai satelliti un giorno si potrà arrivare a prevedere i terremoti

Una deformazione del suolo rilevata dai satelliti radar tre anni prima del terremoto che nel 2009 ha colpito L’Aquila, potrebbe essere il primo indizio per riuscire in futuro a prevedere dove e...
Una deformazione del suolo rilevata dai satelliti radar tre anni prima del terremoto che nel 2009 ha colpito L’Aquila, potrebbe essere il primo indizio per riuscire in futuro a prevedere dove e quando la terra potrà tremare. La strada per raggiungere questo obiettivo è ancora lunghissima, ma il mondo della ricerca ha cominciato a percorrerla, come indicano i tre articoli che in pochi giorni sono stati pubblicati su riviste scientifiche internazionali di primo piano, come Scientific Reports e Science. Il primo, pubblicato su Scientific Reports, riguarda l’abbassamento del suolo di 1,5 centimetri osservato dai satelliti; sulla stessa rivista un altro articolo ha analizzato le variazioni nella composizione chimica delle acque di falda prima della sequenza sismica di Amatrice-Norcia del 24 agosto 2016. Un’altra ricerca pubblicata su Science ha ricostruito la sequenza di eventi scatenata dalla rottura di una faglia: non si tratta quindi di un eventuale metodo di previsione, ma di allerta precoce. «A oggi non possiamo dire quando ci sarà un terremoto. Sarà possibile fare previsioni a medio o breve termine solo quando avremo capito i segnali che la terra emette e che ancora non conosciamo in modo chiaro», ha detto il presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), Carlo Doglioni (nella foto). Le informazioni più promettenti potrebbero probabilmente arrivare dai satelliti radar che, osservando i movimenti del suolo giorno e notte e in qualsiasi condizione meteorologica, potrebbero dare un quadro della situazione dettagliato e senza intervalli temporali. Lo indica la ricerca pubblicata sulla rivista Scientific Reports, coordinata da Marco Moro dell’Ingv e condotta in collaborazione anche con il dipartimento di Ingegneria Civile e meccanica dell’Università di Cassino.

