Don Aldo, il “prete rosso” da 50 anni in prima linea

Iscritto al Pci fino alla morte di Berlinguer, celebri le battaglie sociali e politiche Coordinatore di Libera in provincia: «Sono un credente, non un credulone»
AVEZZANO. Mezzo secolo di sacerdozio per il “prete rosso” don Aldo Antonelli, sacerdote «libero» e «non prezzolato», come ama definirsi. Il traguardo di un parroco che non parla per conto terzi, ma spinto dalla sua coscienza, che spesso lo pone in contrasto con i centri di potere sociale, economico, politico e anche ecclesiastico. «Lavoro nella Chiesa e non per la Chiesa», uno dei suoi motti. O l’altro: «Sono credente, non credulone». Lavora e opera per restituire un’anima al mondo e ridare dignità alle persone e al loro mondo. Nato a Villa San Sebastiano di Tagliacozzo nel 1942 iniziò la sua contestazione già nel 1969, con l’operazione Mani Tese, contro la fame e contro lo sfruttamento del Terzo mondo «di cui la miseria è solo la conseguenza». Sempre nel 1969 si rese protagonista, assieme ad altri sacerdoti della diocesi, di una discussa e chiacchierata “Messa Beat”. Fu tra i primi a teorizzare e favorire l’incontro tra Marxismo e Cristianesimo, un movimento che agli inizi degli anni ‘70 animò anche la teologia nazionale e internazionale. Iscritto al Pci, fino alla morte di Berlinguer, fu uno dei primi preti in Italia a schierarsi a favore della legge sul divorzio. Contestò il pagamento delle messe e dei sacramenti, per cui Avezzano fu tappezzata di manifesti. E non si può non ricordare l’intervista con Enzo Biagi, nel 1986, per un suo volantino contro il “commercio dei sacramenti”. Occasione che non si lasciò sfuggire per spiegare i molti dubbi che sorgono, non solo ai non credenti, sulla figura di padre Pio. E, ancora, l’intervento al Maurizio Costanzo show nel 1983 per aver contestato il cardinale Biffi di Bologna sull’aborto. Nel 2002 si schierò apertamente contro la guerra in Iraq di Bush padre. Nel 2005 attuò una clamorosa protesta contro i programmi «voltastomaco» della Rai, rifiutandosi di pagare il canone. Ma anche nella Marsica la presenza di don Aldo è stata costante e vigile, fatta di gesti clamorosi ma anche eloquenti, come la domenica senza messa o il presepe senza Bambinello in occasione della guerra in Iraq, fino a sfociare in un impegno più costante con Libera, contro le mafie e la corruzione. Lui che di Libera è il coordinatore provinciale. Non ha mai sopportato Berlusconi, ha sempre osteggiato il Capitalismo. Cinquant’anni da prete in prima linea.
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