Don Angelo, l’abbraccio di fede: l’ordinazione si trasforma in festa

23 Febbraio 2022

L’ex operaio accompagnato dai fratelli arrivati da Lanciano. Il vescovo: momento di grazia e stupore L’emozione del nuovo sacerdote: in questi ultimi tempi il Signore ha toccato con forza il mio cuore

AVEZZANO. Un abbraccio fraterno del vescovo Massaro e l’affetto di tutti i sacerdoti, i diaconi e le religiose della diocesi hanno sancito l’ingresso di don Angelo Di Bucchianico nella “vigna del Signore”. L’ex operaio di un’azienda metalmeccanica della Val di Sangro ieri è stato ordinato sacerdote nella cattedrale di Avezzano. Un cammino lungo, durato anni, che ha permesso a don Angelo di scegliere la strada del Signore. Il vescovo dei Marsi, monsignor Giovanni Massaro, gli ha imposto le mani e lo ha accolto ufficialmente nella Chiesa diocesana in un clima di vera festa. Il neo sacerdote, 61 anni, era visibilmente emozionato per quel passo compiuto dopo una vita di lavoro, difficoltà e preghiera. A stargli vicino in questo importante giorno i fratelli Elisa e Nino, i tanti sacerdoti amici come il frate francescano padre Antonio Iosue arrivato da Silvi Marina, le monache benedettine del monastero dei Santi Cosma e Damiano di Tagliacozzo, con la badessa madre Donatella Di Marzio, ma anche i diaconi, il sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio, e il vice sindaco, Anna Mastroddi, e tanti fedeli che hanno avuto modo di conoscere e apprezzare don Angelo in questi anni. Originario di Lanciano, è stato “adottato” dalla Marsica dove è nata la sua vocazione “adulta”. Terzo di quattro figli, don Angelo ha iniziato il suo cammino con i frati minori conventuali, dal 1986 al 1999, poi ha lavorato nell’edilizia e in un’azienda metalmeccanica, per tornare nel 2018 nella diocesi dei Marsi dove è stato subito accolto. «È un momento di grazia che vogliamo vivere con stupore e gratitudine», ha spiegato il vescovo Massaro durante l'omelia, «dopo un cammino con i frati minori, eri tornato alla tua vita di sempre, impegnando il tuo tempo nel lavoro, in famiglia, con gli amici. Ma poi il Signore si è rifatto prepotentemente vivo nella tua vita. Il pastore deve sempre agire per il bene delle pecore, ma mai per ricevere consensi. Non può diventare prete chi è in cerca di consensi. Un pastore che vuole accontentare tutti, rischia alla fine di scontentare tutti».
Subito dopo l’omelia il vescovo Massaro ha imposto le mani sul capo di Angelo, non senza una comune emozione, e come lui hanno fatto poi tutti i sacerdoti presenti raccolti in preghiera. «Renderò grazie al Signore con tutto il cuore per quanto operato nella mia vita», ha commentato il neo sacerdote, «in questi ultimi sei anni il Signore ha toccato con forza il mio cuore. Nessuna vocazione si fa da sé, c’è un concorso di tanti volti, tante storie, tante luci e ombre».
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