Don Antonello: «Riaprirò il campetto della chiesa»

AVEZZANO. «Il campetto parrocchiale di Paterno è chiuso momentaneamente, presto si troverà una soluzione condivisa per farlo tornare a funzionare». A darne conferma è il parroco don Antonello...
AVEZZANO. «Il campetto parrocchiale di Paterno è chiuso momentaneamente, presto si troverà una soluzione condivisa per farlo tornare a funzionare». A darne conferma è il parroco don Antonello Corradetti che domenica, stanco dei continui atti vandalici nell’area gioco adiacente alla parrocchia, ha messo un cartello sul cancello e ha chiuso la struttura. «La chiusura del campetto è ovviamente provvisoria», ha precisato il parroco di San Sebastiano di Paterno, frazione di Avezzano, «in attesa di capire quale possa essere la migliore strada da percorre, ma anche perché, stando così la struttura, è anche rischiosa. Essendone il principale responsabile, sono anche il garante della sicurezza. Vorrei solo precisare che il campetto è sempre stato aperto e non è mai stato chiuso. Fino a sabato pomeriggio i ragazzi mi suonavano chiedendomi di aprirglielo e non ho mai detto di no a nessuno, anche nel momento in cui l’atteggiamento non era dei migliori. Chiedevo solo ai ragazzi, durante l’orario delle celebrazioni in chiesa, di abbassare la musica e di fare piano. A me non interessa sapere il colpevole, anche perché si sa, nel gruppo, ognuno ha la sua percentuale di errore». Ieri una mamma di alcuni ragazzi di Paterno ha lanciato un appello al sacerdote affinché coinvolgesse i giovani nell’attività di recupero dell’area per toglierli dalla strada e ridare loro un luogo simbolo dove poter trascorrere qualche ora insieme. «Le strade da percorrere sono due: mettere in sicurezza e in buono stato lo stabile, garantendone il controllo magari con delle telecamere, e cercando di educare e di rendere responsabili i maggiori fruitori della struttura», ha concluso don Antonello, «cercando così di evitare altri spiacevoli episodi. E in tutto questo è chiaro che la collaborazione dei genitori diventa fondamentale, per il bene sempre dei nostri ragazzi».
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