Don Bruno: «Io, in salvo restando al letto» Il parroco di Gignano racconta sui social la notte del 6 aprile 2009: «Se fossi fuggito sarei morto»

L’AQUILA. «Io, in salvo restando al letto». Così il parroco di Gignano don Bruno Tarantino racconta, attraverso il suo profilo Facebook, come ha vissuto la notte del 6 aprile 2009. Anche alcuni...
L’AQUILA. «Io, in salvo restando al letto».
Così il parroco di Gignano don Bruno Tarantino racconta, attraverso il suo profilo Facebook, come ha vissuto la notte del 6 aprile 2009.
Anche alcuni sacerdoti aquilani intervengono sulla contestata sentenza del tribunale civile che continua a far discutere in tutti gli ambienti cittadini.
«Volevo dire a questa giudicessa», scrive don Bruno, «che se io non fossi rimasto a letto ora starei in paradiso a cantare le lodi al Dio altissimo. Gli unici tre metri di casa che sono rimasti quasi in piedi (molto quasi e poco in piedi) e che mi hanno permesso di raggiungere la finestra e buttarmi di sotto. Dopo le prime scosse che faccio? Forse meglio restare sveglio sul divano, pronto a scappare. Meno male che non l’ho fatto perché su quel divano sono crollati i due piani di sopra. Andare in macchina? Meno male che non l’ho fatto. È stata investita dal crollo di tutta la parte del presbiterio. Sepolta. Alla fine, rassicurato da quei geni della protezione civile, vado a letto. È strano, cara giudicessa, ma proprio quel luogo mi ha permesso di salvarmi. Ergo, stùdiati tutti i casi prima di sparare sentenze. Pagata da noi cittadini e in nome del popolo italiano. Vergogna».
Commento social anche per don Claudio Tracanna, direttore dell’Ufficio diocesano comunicazioni sociali.
«Non per stare sul pezzo», scrive il parroco di Pizzoli, «ma solo per dire che pure io non sono mai uscito di casa. Nemmeno quella tremenda notte, quando, alzato dal letto, sedetti sul divano aspettando che la terra si calmasse... #309martiri #terremotolaquila #sisma2009».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

