Don Martino, le campane contro il nuovo flagello

Il prete, ogni sera alle 21 fino al 3 aprile, farà suonare i sacri bronzi di San Silvestro «Vuol essere il segno della vicinanza alla nostra gente in questi giorni senza messa»
L’AQUILA. Campane anti-peste ogni sera fino al 3 aprile. C’è anche questo nell’antica formula latina (pestem fugo) legata al significato delle campane e richiamata da don Martino Gajda il quale, come il più famoso omonimo della filastrocca, ogni sera alle 21 scioglierà i sacri bronzi di San Silvestro per un messaggio di vicinanza ai fedeli «senza messa». Già, perché, a parte alcune interpretazioni personali del divieto Cei di celebrare in presenza di fedeli, da domenica sera il blocco è in vigore. E sono apparsi nelle chiese i primi cartelli.
DON MARTINO. Il sacerdote, maestro delle cerimonie arcivescovili e parroco di Valle Pretara e San Silvestro, spiega la sua decisione. «La Chiesa vive dell’Eucarestia...in essa trova la ragione della sua esistenza. Questa verità si fa ancor più viva in questi giorni così particolari, per tutti noi. Negli ultimi anni abbiamo vissuto insieme molti momenti difficili e i sacerdoti hanno cercato sempre di esservi vicini con la loro preghiera e il loro affetto. Al di là delle difficoltà, la Chiesa non si è mai fermata, “pregando sempre senza stancarsi mai”, all’aperto, nelle piazze, sotto le tende e nei container, ovunque si riuniva. Oggi viviamo un’emergenza del tutto diversa e particolare che ci chiede uno sforzo in più. Per il bene comune è meglio che ci fermiamo “un attimo” restando nelle case, riscoprendo il grande dono della famiglia e delle comunità parrocchiali. Questo però», prosegue, «non vuol dire che non si fa più niente e non si prega più. Anzi, oggi più che mai, risuona per noi l’invito evangelico: “Quando preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”».
MESSE IN PRIVATO. «Anche se nelle nostre chiese non ci si può riunire per l’Eucaristia», prosegue il cerimoniere, «per proteggere l’incolumità di tutti, io personalmente, come tanti sacerdoti, continuerò a celebrare in privato, a porte chiuse, pregando per voi e con voi, e soprattutto per darvi un chiaro segno che la Chiesa vi accompagna sempre. Inoltre, mi sento di compiere un gesto significativo per voi e la città. Fino al 3 aprile, ogni sera, alle 21, farò suonare il campanone di San Silvestro. Il suo bellissimo e dolce suono già da mesi avvolge la città e si diffonde ovunque per invitarci alla preghiera. Questo suono, alla fine del giorno, sia il canto di lode per la giornata trascorsa, sia richiamo alla preghiera personale, sia la voce di Dio che entra nelle nostre case e nelle nostre famiglie e non ci abbandona mai. Sia l’augurio di “buona notte” dei vostri pastori a tutti voi. Da secoli le campane hanno scandito gli eventi fondamentali dell’esistenza umana. “Lodo Dio vero, chiamo il popolo, riunisco il clero, piango i defunti, allontano i pericoli, onoro le feste. La mia voce fa spaventare gli spiriti maligni”».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

