Don Pietro, 14 anni tra gli ultimi

Arrivato da San Salvo nel settembre 2007. Lascia in eredità la Casa fratelli tutti
AVEZZANO. Vicino ai più deboli, ai diseredati, agli abbandonati, ai malati e agli umili. È stato questo in sintesi il lungo percorso, durato 14 anni, di monsignor Pietro Santoro, o don Pietro come tutti lo chiamano, nella Marsica. Come dimenticare le messe della notte di Natale tenute nei posti più insoliti e spesso più dimenticati del territorio, in una rsa per stare vicino agli anziani, in un reparto dell’ospedale, in un’ala della multinazionale Micron nel pieno della crisi lavorativa, nel raccolto monastero di clausura a Tagliacozzo, alla stazione di Avezzano tra senzatetto e immigrati, tra i detenuti del carcere, tra gli abitanti della piccola comunità montana di Val de’ Varri o tra quelli di Borgo Ottomila. Un apostolato concreto, sincero, essenziale e diretto quello portato avanti in questi anni dal vescovo dei Marsi, diretto più alla persona che alla situazione, più al cuore che alla mente. Un esempio ne è la Casa fratelli tutti per dare un tetto a chi non ce l’ha. Era il 15 settembre 2007 quando centinaia di fedeli accolsero monsignor Santoro, nato il 4 febbraio 1946, nel suo ingresso ufficiale nella diocesi dei Marsi. Da San Salvo e Vasto, lo accompagnarono con macchine, gonfaloni e ben undici bus. Da allora il legame coi marsicani è subito emerso con naturalezza. Santoro ha sempre parlato ai marsicani da marsicano e lo ha fatto da pastore vero, da parroco della Marsica. Non si è mai tirato indietro quando i problemi del territorio si sono fatti sentire, entrando spesso senza esitazione nelle questioni sociali. Ha combattuto vicino ai lavoratori in tempi di crisi, agli immigrati quando lo spirito di accoglienza tipico dei marsicani veniva meno, ai cittadini quando la politica esitava a dare risposte, ma anche vicino alle istituzioni quando i tagli penalizzavano il territorio, come nel recente caso del tribunale. Ex insegnante e parroco, ora andrà in pensione da vescovo di Avezzano, ma non da pastore e religioso, da cui non c’è mai pensionamento.
In attesa dell’ingresso in diocesi di monsignor Massaro, appena avrà ricevuto l’ordinazione episcopale, Santoro, ora vescovo emerito della diocesi, sarà l’amministratore apostolico.
Il suo ultimo invito alla Marsica: «Accogliere il nuovo vescovo come dono di Dio, inviato dal Signore a confermare la fede della Chiesa locale». (p.g.)
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