Dona gli organi e salva altre vite

Il gesto d’amore di Ginevra, morta a 68 anni. Il figlio: «Altri seguano l’esempio»
AVEZZANO. È morta a causa di una emorragia e i familiari hanno acconsentito al trapianto degli organi. Reni, fegato e cornee potranno salvare altre vite e far ritornare a vedere altri pazienti. L’atto d’amore è quello compiuto da Ginevra Pensa, 68 anni, morta all’ospedale di Avezzano. I medici dell’équipe del dottor Angelo Blasetti, anestesista e rianimatore dell’ospedale di Avezzano, hanno chiesto e ottenuto dai familiari il consenso all’espianto. «Abbiamo voluta dare un segnale per incoraggiare i cittadini a fare lo stesso e sensibilizzare la popolazione alla donazione degli organi, anche rilasciando il consenso da vivi con le nuove carte di identità elettroniche», spiega il figlio Fabio Pensa, «quando ci hanno spiegato che era possibile procedere alla donazione, al momento della morte cerebrale, abbiamo dato il via libera».
I reni sono già stati trapiantati a due pazienti del Lazio. Gli organi sono stati trasportati nel Centro regionale trapianti abruzzese del San Salvatore dell’Aquila. L’intervento è iniziato alle 3 dell’altra notte con una équipe specializzata arrivata dal San Salvatore.
Circa 20 persone muoiono ogni giorno in attesa di un trapianto d’organo. La carenza di organi colpisce tutti, indistintamente dalla fascia sociale, dai gruppi etnici e dall’area di residenza. Nel 2017 i trapianti di organi in Italia sono aumentati del 15 per cento rispetto al 2016, ma 9mila pazienti sono ancora in lista d’attesa.
In tutto il mondo si sta assistendo a una fase di risveglio delle coscienze e di maggiore sensibilità da parte dei legislatori, del sistema sanitario e degli operatori del sociale.
Però ci sono migliaia di persone che ogni anno rimangono in lista d’attesa senza una risposta e rischiano la vita perché le donazioni non sono sufficienti.
I funerali di Ginevra Pensa si terranno oggi alle 11 nella chiesa di San Pio X. (p.g.)
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