Donatelli (Confcommercio): «Negozianti a rischio usura»

6 Maggio 2020

L’AQUILA. «Consentire la riapertura solo dopo la metà di maggio e, forse, anche oltre, dei negozi di abbigliamento, calzature, bar, ristoranti e alberghi rappresenta l’ultimo colpo di mannaia che...

L’AQUILA. «Consentire la riapertura solo dopo la metà di maggio e, forse, anche oltre, dei negozi di abbigliamento, calzature, bar, ristoranti e alberghi rappresenta l’ultimo colpo di mannaia che segue redditi azzerati, posti di lavoro a rischio, una primavera già persa e una stagione estiva che in particolar modo le nostre aziende dei settori commerciale e turistico perderanno, soprattutto quelle operanti nelle località turistiche». Lo afferma Roberto Donatelli, presidente di Confcommercio L’Aquila.
«Tutto questo», prosegue, «dopo aver dato totale garanzia di essere pronti a riaprire con sicurezza, con tutte le precauzioni del caso. Per questo rivolgiamo un appello al presidente della Regione e al governo affinché assicurino, con provvedimenti necessari e urgenti, a tutte le imprese che hanno dovuto sospendere la propria attività, la possibilità di ripartire in sicurezza al più presto, al fine di evitare irreparabili danni alla nostra economia con la chiusura definitiva di migliaia di aziende e la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro».
«Le nostre imprese», prosegue Donatelli, «vogliono disperatamente lavorare, ma sono sull’orlo del baratro e rischiano seriamente di morire. Confcommercio L’Aquila è stata, sin dall’insorgere dell’emergenza coronavirus, rispettosa dei provvedimenti del governo e della Regione. Ha accettato responsabilmente il sacrificio della chiusura delle attività per cercare di contenere la diffusione del contagio. Le attività di commercio al dettaglio di abbigliamento, calzature, bar, ristoranti, alberghi e molte altre sono finora rimaste in silenziosa attesa di poter riaprire, nonostante le misure contenute nel decreto “Cura Italia” siano fortemente insufficienti per sostenere la sopravvivenza del tessuto economico-produttivo attualmente sospeso. Purtroppo esiste il pericolo che una parte degli imprenditori, che non sono più in grado di far fronte ai debiti accumulati in questi ultimi mesi (affitti, tasse, bollette, fornitori), si rivolga agli usurai per ottenere la liquidità necessaria a coprire le spese. Confcommercio esprime viva preoccupazione per il rischio che corrono le imprese del commercio, del turismo e dei servizi, in particolar modo per i soggetti più deboli ed esposti economicamente con gli istituti di credito. L’allarme è stato anche lanciato dalla Banca d’Italia, che ha evidenziato come l’emergenza in corso amplifichi i rischi di illeciti e usura».