Donatelli: tante le imprese che rischiano la chiusura

L’AQUILA. «A causa della variante Omicron, le imprese del terziario rischiano una nuova, pesante crisi». È l’allarme lanciato dal presidente Confcommercio della provincia dell’Aquila, Roberto...
L’AQUILA. «A causa della variante Omicron, le imprese del terziario rischiano una nuova, pesante crisi». È l’allarme lanciato dal presidente Confcommercio della provincia dell’Aquila, Roberto Donatelli, che guida anche l’associazione regionale. Parlano i dati: l’80% delle aziende commerciali e turistiche aquilane ha usufruito dei prestiti bancari garantiti dallo Stato e, negli ultimi mesi, la recrudescenza del virus ha portato a una flessione degli incassi che oscilla tra il 30% e il 40%, nonostante il periodo natalizio e, a seguire, i saldi. «Urgono misure da parte del Governo», dice Confcommercio.
RISCHIO CHIUSURA
«La scadenza della restituzione dei prestiti erogati dalle banche, fissata a fine gennaio», spiega Donatelli, «rappresenta una spada di Damocle per le imprese della provincia aquilana che, per l’80%, hanno dovuto far ricorso a finanziamenti nel periodo pandemico. Buona parte delle aziende turistiche e in generale del terziario, con il protrarsi dell’emergenza, non è in grado di restituire i soldi ricevuti e rischia la chiusura». La causa va ricercata nella mancanza di incassi e nell’annunciata ripresa del mercato, tra fine 2021 e inizio del nuovo anno, che non si è concretizzata. «La ripresa non c’è stata», dice Donatelli, «al contrario, gli aumenti delle materie prime dell’energia elettrica e del gas hanno aggravato la crisi frenando i consumi delle famiglie, con una flessione media degli incassi che sfiora il 40 per cento».
LE RICHIESTE
La Confcommercio lancia un appello al Governo: «Chiediamo una proroga dei finanziamenti, con lo slittamento temporale della restituzione delle rate alle banche», afferma Donatelli, «ma occorrono anche nuovi aiuti per il commercio e fondi mirati per il comparto turistico, oltre all’attivazione della cassa integrazione scaduta a fine 2021». La media della provincia dell’Aquila segue il trend nazionale con il 72% delle attività che ha registrato un calo dei clienti, il 41% che ha difficoltà con il personale a causa delle quarantene e il 21% con i rifornimenti. Da qui la richiesta urgente al Governo ma anche alle istituzioni locali, spiega Donatelli, «di attivare al più presto sostegni per i settori imprenditoriali più colpiti. Nuovi indennizzi, moratorie fiscali e creditizie».
I NUMERI
La maggior parte delle aziende della ristorazione, dei servizi e le attività di vendita non alimentari non vede buone prospettive per il 2022: per il 53% degli imprenditori quest’anno sarà come il 2021, se non più critico. «Con l’aumento dei contagi quasi tutte le attività hanno registrato un nuovo calo della clientela o hanno dovuto far ricorso allo smart working», sottolinea Donatelli, «una eventuale zona arancione, con le conseguenti limitazioni, porterebbe a ulteriori perdite di fatturato, oltre a quelle già registrate, tra il 10 e il 20 per cento. Non ci troviamo di fronte a una situazione estrema come l’inizio della pandemia. Oggi abbiamo armi efficaci, come i vaccini, per affrontare l'emergenza sanitaria», conclude Donatelli, «ma il pericolo non è passato e le aziende sono in seria difficoltà: non va assolutamente sottovalutata la nuova sofferenza del sistema imprenditoriale, che ha affrontato un biennio di pensanti restrizioni, di chiusure e attività a intermittenza. Servono incentivi e nuove misure per superare l’emergenza economica che si affianca a quella sanitaria».
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