«Donatoni fu ucciso dai banditi»

20 Ottobre 2016

Una consulenza di parte ribalta le conclusioni dei giudici

ROMA. Samuele Donatoni fu ucciso da un colpo di kalashnikov sparato dai sequestratori di Giuseppe Soffiantini nel corso del conflitto a fuoco con la Polizia e non da un proiettile partito dalla pistola d’ordinanza di uno degli agenti dei Nocs. A vent’anni da quella notte di ottobre del 1997, una nuova consulenza tecnica rimescola le carte e apre nuovi scenari per arrivare a stabilire la verità su quanto accadde davvero nel corso del blitz per liberare l’imprenditore bresciano sull’autostrada Roma-L’Aquila.

A mettere in discussione la sentenza della Corte di Assise di Roma sono l’ingegner Cristian Bettin, il professor Corrado Cipolla e il dottor Felice Nunziata, i tre esperti che hanno svolto la consulenza per la difesa di Claudio Sorrentino, l’agente dei Nocs che assieme a Stefano Miscali è a processo per calunnia. Per il sequestro e l’omicidio di Soffiantini furono condannati, sulla base di alcune testimonianze e di una perizia del professor Carlo Torre e del perito Pietro Benedetti, Attilio Cubeddu, Osvaldo Broccoli e Giorgio Sergio. Mario Moro, il bandito che secondo l'accusa sparò, morì e dunque non fu giudicato.

Ma la sentenza della Corte d’Assise che ha assolto Giovanni Farina, il capo della banda ultimo ad essere processato per quei fatti, ha ribaltato il verdetto della prima Corte, stabilendo, appunto, che Donatoni fu ucciso da un colpo partito da una Beretta in dotazione alla Polizia. Così sono stati rinviati a giudizio per calunnia Stefano Miscali, l’agente che secondo quest’ultima sentenza sparò a Donatoni e che ha sempre negato (l’accusa di omicidio colposo è prescritta) e Claudio Sorrentino (accusato anche di falsa testimonianza per avere in ’sostanzà coperto Miscali).

Il processo nei confronti dei due, dopo che il giudice monocratico Manuela Atura questa mattina ha accolto l’istanza di incompetenza per materia sollevata dagli avvocati di Sorrentino Luigi Fischetti e Federica Patelmo, si aprirà il 6 febbraio 2017 davanti alla V sezione collegiale del tribunale di Roma. E sarà quella l’occasione nella quale i legali chiederanno d acquisire la nuova consulenza e di ascoltare i tre esperti.

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