Donna adescata e violentata Stupratore catturato a Milano

La 30enne portata nell’aula magna abbandonata dello Scientifico per farle fumare droga Il giovane senza fissa dimora era fuggito lo scorso marzo perché braccato dalla polizia
AVEZZANO. L’aveva adescata promettendole del crack da fumare, invitandola a una notte di sballo nell’aula magna abbandonata del Liceo scientifico. Ma nella struttura scolastica è andato in scena l’orrore per la 30enne, violentata ripetutamente.
Una storia cominciata quattro mesi fa, con il racconto choc fatto dalla donna prima ai familiari e poi ai medici del pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano, e conclusa con l’arresto del presunto stupratore. Si tratta di Yassine Ghettas, 27 anni, di origine magrebina, già noto alle forze dell’ordine per vicende legate allo spaccio di droga. Subito dopo la vicenda, avvenuta nella notte fra venerdì 10 e sabato 11 marzo, il giovane aveva fatto perdere le proprie tracce. Si sentiva braccato perché sapeva che gli agenti della squadra anticrimine del commissariato di polizia lo avevano individuato, grazie alle testimonianze della donna e di un suo connazionale.
L’altra sera Ghettas è stato bloccato a Milano dalla squadra mobile della questura lombarda. Nei confronti del 27enne la Procura di Avezzano aveva emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per violenza sessuale. Stando alla ricostruzione degli agenti del commissariato di polizia, diretti dal vice questore Paolo Gennaccaro, il magrebino ha avvicinato la donna nella zona di Borgo Pineta. La 30enne, con problemi legati all’abuso di alcol e droga e per questo ospite di una casa famiglia, camminava da sola, di notte. Dopo aver fatto un pezzo di strada con lei, Ghettas le aveva offerto del crack e i due si era messi d’accordo per fumarlo in un edificio abbandonato, ovvero l’aula magna del Liceo scientifico “Pollione” in via Cavalieri di Vittorio Veneto. Edificio incompiuto e da anni al centro di polemiche visto che si trova a ridosso di una scuola ed è diventato un simbolo di degrado, utilizzato come dormitorio da sbandati o per spacciare la droga. Proprio nella struttura, sempre stando a quanto ricostruito dalla polizia, si è consumata la violenza. Il mattino seguente la giovane non era rientrata nella casa di accoglienza e si era rivolta ad alcuni familiari, raccontando quanto le era capitato. I familiari, a loro volta, l’hanno portata in ospedale e si sono rivolti alla polizia. Le indagini, condotte dalla squadra anticrimine guidata dal sostituto commissario Gaetano Del Treste, hanno portato nel giro di qualche ora all’individuazione del giovane magrebino, senza fissa dimora e già noto agli investigatori. Ghettas si era dato alla fuga dopo aver commesso il reato, lasciando il territorio abruzzese. Le attività investigative per rintracciare il 27enne sono continuate in tutta Italia fino all’altra sera, quando a Milano è stato fermato da una pattuglia della squadra mobile di Milano, che ha dato esecuzione alla misura cautelare, portando l’uomo nel carcere di Opera.
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