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Donna viene punta da un insetto, in salvo dallo choc anafilattico

10 Ottobre 2026

Una 66enne si è svegliata con labbra gonfie e respiro sempre più flebile: decisiva la chiamata al 112. Sottoposta alle cure, i sintomi sono andati via. Ma dovrà continuare ad assumere farmaci specifici

SULMONA. La paura all’alba, intorno alle sei del mattino. Il volto e le labbra gonfi, la gola che si chiude e il respiro sempre più flebile. «Venite, non respiro, sto morendo». Poi la corsa contro il tempo e le cure dei medici dell’ospedale di Sulmona. È la storia di una donna di 66 anni che ha vissuto ore drammatiche dopo la puntura di un insetto, e che ha rischiato la vita a causa di una gravissima reazione allergica. Erano circa le sei del mattino di giovedì quando, in pochi minuti, quella che sembrava una semplice “pizzicata” si è trasformata in un incubo. Il viso ha cominciato a gonfiarsi, le labbra si sono tumefatte e anche la gola ha iniziato a chiudersi: sintomi inequivocabili di uno choc anafilattico in corso. Puntuali, infatti, sono sopraggiunte le difficoltà respiratorie. Una sensazione terribile, accompagnata da una confusione totale e dalla consapevolezza che qualcosa di molto grave stava per succedere.

La donna ha cercato aiuto tra le persone vicine, ma ha trovato anche la forza di chiamare direttamente il numero di emergenza 112. Poche parole, pronunciate nella disperazione di chi sente il proprio respiro venir meno: «Venite, non respiro, sto morendo». Una richiesta d’aiuto che racconta meglio di qualsiasi altra descrizione quei momenti di paura e sofferenza. L’intervento dei soccorsi e le prime cure hanno segnato l’inizio di una corsa contro il tempo. La 66enne è stata successivamente assistita dai medici del pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona, dov’è rimasta fino al tardo pomeriggio di giovedì, sottoposta alle cure necessarie. Una vicenda poi conclusasi con un esito fortunatamente positivo, dopo ore difficili nelle quali la donna ha temuto per la propria vita.

I sintomi descritti – gonfiore del viso e delle labbra, interessamento della gola e grave difficoltà respiratoria comparsi rapidamente dopo una puntura – sono compatibili con una possibile anafilassi, una reazione allergica sistemica potenzialmente letale che richiede un intervento medico immediato. La diagnosi precisa e la natura della reazione restano, tuttavia, da confermare. «Non ho avuto paura della morte, ma di quella orribile sensazione di non poter respirare», racconta la donna che ora è stata dimessa e dichiarata fuori pericolo dai medici dell’ospedale dell'Annunziata. «Ora sto bene, grazie a Dio. Continuerò la cura di cortisone per altri cinque giorni per poi sottopormi ai test sugli allergeni», conclude la 66enne che ha deciso di rendere pubblica la propria storia. Lo choc anafilattico è stato gestito con tempestività e professionalità dai medici che hanno così evitato conseguenze più gravi per la donna.

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