Dopo undici anni prendono il via i lavori per il Quarto Cantone

22 Gennaio 2020

Il Provveditorato alle Opere pubbliche affiderà il cantiere del primo lotto entro la fine di gennaio È uno dei finanziamenti più importanti, 40 milioni, e riguarda anche la ex sala del Gran Caffè Eden

L’AQUILA. Da quasi undici anni è fermo, immobile nel tempo. Con i puntellamenti corrosi dalle intemperie e le finestre del primo piano semiaperte, che lasciano intravedere uno scenario desolante e spettrale.
Il "buco nero" del centro storico: il Quarto Cantone, l'unico non ancora ricostruito. Per portare a termine la progettazione definitiva ci sono voluti più passaggi, revisioni e continue modifiche, che hanno dilatato l'avvio dell'intervento ben oltre le previsioni. Ma l'aggregato simbolo della mancata ricostruzione pubblica, sta per partire.
«Entro fine mese verrà pubblicato il bando per l'affidamento dei lavori del primo lotto», fanno sapere dal Provveditorato alla Opere pubbliche. Un'opera imponente da oltre 40 milioni di euro, che fa il paio, quanto a valore economico, con il complesso di San Bernardino, chiesa e convento annesso. La più grande tra quelle inserite nell'elenco dei Beni monumentali. Del primo lotto fanno parte edifici che hanno tracciato la storia della città, dalla seconda metà dell'Ottocento in poi: la biblioteca Salvatore Tommasi, l'ex liceo classico Cotugno, tra le cui mura si sono formate generazioni di aquilani, la storica sede della Camera di commercio dell'Aquila, che affacciava sul corso Vittorio, la chiesetta di Santa Maria della Concezione, sotto i portici, e il Gran Caffè Eden, il salotto dell'Aquila bene, che ai primi del Novecento ha assunto finanche il ruolo di alcova per incontri segreti tra innamorati e amanti.
GARA EUROPEA. Il bando è pronto per essere pubblicato. «Sarebbe dovuto partire a fine dicembre, ma il protrarsi dei tempi per la verifica del progetto, ai fini della validazione, hanno fatto slittare la pubblicazione», dichiarano dal Provveditorato alle Opere pubbliche, «entro fine gennaio si darà il via alla procedura per l'affidamento del primo lotto dei lavori, che comprende l'ex Biblioteca provinciale, gli uffici della Provincia, l'ex Liceo classico, la Camera di commercio, la chiesa di Santa Maria della Concezione e la sala Eden. Un appalto da circa 15 milioni e 700 mila euro, per la ristrutturazione di un complesso di circa 16 mila metri quadrati, comprese le aree scoperte».
Resta fuori il secondo lotto, inerente il Convitto, che il Provveditorato proverà a mandare a gara entro l'anno.
IL QUARTO CANTONE. Per la ristrutturazione e l'adeguamento antisismico del Quarto Cantone la stazione appaltante, il Provveditorato alla Opere pubbliche, ricorrerà a un bando di gara europeo, con procedura aperta mediante il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Responsabile del procedimento (Rup) è stato designato l'ingegner Gennaro Di Maio. Il tempo previsto per la riconsegna del cantiere è di due anni e mezzo dall'avvio dei lavori. «Potranno partecipare alla gara le imprese qualificate in possesso di tutti i requisiti e le certificazioni necessarie per la ristrutturazione dei Beni monumentali», spiegano dal Provveditorato. «Tempi più lunghi per il secondo lotto, quello del Convitto, per il quale si sta seguendo la strada della progettazione unica e che, stando alle tempistiche dettate dalla stazione appaltante, potrebbe andare a gara anche entro il 2020, al più tardi all'inizio del prossimo anno».
DESTINAZIONI FUTURE. L'Aquila riavrà la sua Biblioteca provinciale con oltre 8 mila volumi e tutti gli arredi in legno «per ricostruire l'identità culturale della città». Anche gli uffici della Provincia torneranno all'interno del complesso dei Quattro Cantoni, mentre per i locali dell'ex Liceo classico, sempre di proprietà della Provincia, la destinazione è incerta. La Camera di commercio farà della sede storica in centro, che ha accolto nelle ampie stanza affrescate quasi tutti i presidenti dell'ente, l'edificio di rappresentanza. Anche il Gran Caffè Eden, con i suoi preziosi decori, potrebbe tornare a vivere come salotto buono della città.
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