Dov’è Casa Ovidio? Il progetto culturale arenato in Comune

A quattro mesi dalla presentazione manca una delibera I 250mila euro rischiano di saltare. Ranalli: no allarmismi
SULMONA. Tante parole, pochi fatti. Sembra questo il filo conduttore dell’atteso appuntamento con il Bimillenario della morte di Ovidio, nel 2017.
A quasi quattro mesi dalla sua presentazione, il progetto “Spazio Ovidio”, realizzato a quattro mani da Comune e Camera di commercio dell’Aquila, si è arenato. O meglio, non è neanche stato avviato perché la giunta comunale non ha varato la delibera per dare il via libera alle iniziative principali.
Il provvedimento, infatti, è fondamentale e propedeutico alla sottoscrizione della convenzione con la Camera di commercio dell’Aquila.
Sull’argomento bocche cucite, ma si percepisce malcontento e un certo disappunto. La Camera di commercio ha stanziato 250mila euro per sostenere concretamente la realizzazione di “Spazio Ovidio”; la somma, però, necessita di un utilizzo sicuro, anche a vantaggio di una programmazione e promozione efficace del progetto in vista dell’importante anniversario.
«La giunta» spiega il primo cittadino Peppino Ranalli «varerà il provvedimento quanto prima, non servono allarmismi».
Certo è che il tempo passa e il rischio è perdere svariate occasioni sul fronte turistico. Perché la struttura va anche allestita e promossa, considerato che per il Bimillenario della morte di Ovidio l’obiettivo comune è ottenere visibilità a livello nazionale e anche internazionale. In particolare verso la Romania dove il poeta è morto dopo gli anni dell’esilio. “Spazio Ovidio” non sarà un museo statico, ma uno spazio multimediale e in continuo rinnovamento al fine di incentivare l’imprenditorialità e le manifestazioni di qualità.
L’allestimento è previsto le complesso di Santa Caterina, dove il Comune sta ultimando ristrutturazione e restauro per una spesa, in tre lotti, di circa un milione e 300mila euro. L’immobile in oltre 800 metri quadrati ospiterà al pian terreno attività commerciali di qualità, come book shop e prodotti tipici; al primo piano, in undici sale, sarà realizzata la struttura culturale con sale convegni e riunioni, stanze dedicate al poeta con libri antichi e percorsi multimediale. La struttura, attraverso un bando a evidenza pubblica, sarà affidata in gestione ai privati che dovranno concretizzare un’attività imprenditoriale in grado di autofinanziarsi senza l’aiuto del sostegno degli enti pubblici. In quest’ottica il museo sarà a pagamento, ma sarà all’avanguardia.
Un innovativo modo di “fare cultura” in una realtà costantemente in attesa di finanziamenti pubblici per realizzare manifestazioni.
Il Comune, da parte sua, ha anche annunciato che, in tempi rapidi, intende riaprire il cinema Pacifico, storica e unica sala cinematografica della città ormai chiusa da anni, e il rilanciare il teatro Caniglia con il ritorno della stagione di prosa. L’obiettivo è valorizzare il cosiddetto quadrilatero della cultura, lo spazio di centro storico compreso tra via Roma, corso Ovidio, via De Nino e via Angeloni. Ma all’arrivo del 2017 non manca molto tempo.
Chiara Buccini
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