Dramma della solitudine, quartiere in lutto

3 Aprile 2024

Poca voglia di parlare tra chi conosceva la vittima. Aveva declinato l’invito degli amici per Pasquetta

L’AQUILA. Il giorno dopo, il vento ha disperso il fumo che nella notte ha inghiottito la vita di Orlando Migliozzi in piazza Cifani, nella parte alta del Torrione. Poca voglia di parlare tra chi conosceva la vittima, niente fiori, né segni dell’incendio che gli è stato fatale. 24 ore dopo la tragedia è calato solo un gran silenzio tutt’attorno al civico 2 dello stabile in cui il 62enne viveva in un appartamento al primo piano, lo stesso rivelatosi improvvisamente una trappola mentre dormiva, senza dargli scampo. Le tracce del dramma sono tutte nei vetri rotti della finestra dalla quale i soccorritori hanno fatto irruzione nottetempo nel vano tentativo di salvarlo, nelle finestre delle altre stanze, tutte spalancate, e in un forte odore di bruciato che si fa più pungente a mano a mano che ci si avvicina.
Era rimasto da solo, Orlando, dopo che un brutto male gli aveva portato via la moglie. Il carattere indurito dalla vita, era uno di quelli che non le mandavano certo a dire, anche se poi era affabile con tutti perché non ce l’aveva mai con nessuno. Tanto che, oggi, sono in molti a ricordarlo in pausa pranzo in uno dei bar del quartiere, sempre sporco di lavoro. Un panino al volo e poi di nuovo in officina, o in giro a fare lavoretti. E c’è chi dice di averlo incrociato al bar anche il giorno prima della tragedia, e di averlo invitato a trascorrere una Pasquetta in compagnia. Invito, però, declinato da Orlando, che avrebbe preferito tornare a casa a riposarsi. Nessuno poteva mai immaginare la tragedia che di lì a poche ore lo avrebbe sorpreso nel sonno.