Droga, alcol e amori: la vita spericolata del campione di boxe

AVEZZANO. Altro che la vita spericolata di Vasco Rossi! Quella di Ivan Di Berardino, neo campione italiano dei pesi massimi di pugilato, è molto di più. Ivan nasce in un quartiere di Avezzano...
AVEZZANO. Altro che la vita spericolata di Vasco Rossi! Quella di Ivan Di Berardino, neo campione italiano dei pesi massimi di pugilato, è molto di più. Ivan nasce in un quartiere di Avezzano (Concentramento) dove a volte, se non si vuole soccombere, bisogna dimostrare di essere più forte degli altri. E poi c’è un papà che nel corso della propria esistenza non si è mai posto la domanda di quale fosse il limite della convivenza civile, un esempio che lo marchierà a fuoco. Gli amici dell’adolescenza lo utilizzano quasi come uno scudo, facendosi proteggere a suon di botte quando il caso lo richiede. E da qui a perpetrare i primi soprusi il passo è breve: «Proprio così, perché quando decidevo di avere ragione, venivo scacciato dal resto della comitiva per la mia irruenza e non mi rendevo conto del vero motivo del rifiuto degli altri». All’età di 13 anni nella sua vita entra per la prima volta lo sport: «Incomincio a giocare a pallone e per me il calcio diventa una vera e propria valvola di sfogo, fino ad arrivare a fare un provino prima con la Fiorentina e poi col Pescara». E arriva anche il tempo dell’amore, un amore di nome Katia, una ragazza che gli fa perdere la testa, tanto da indurlo ad abbandonare il calcio. Accantonato il pallone, ecco irrompere il pugilato: «Mi avvicino alla boxe più per curiosità che per altro». Ma la boxe entra con prepotenza nella sua vita. L’inizio non è proprio esaltante perché al primo match carica troppo un colpo e la spalla si lussa. Al Capodanno successivo ne combina un’altra delle sue, raccogliendo da terra un petardo inesploso che poi gli scoppia in mano, tranciandogli di netto le falangi di pollice e indice. Le amicizie sbagliate e le litigate nelle uscite con gli amici: «Come quando malmenai un buttafuori per difendere il solito amico e mi arrestarono». Dalle risse allo spaccio di droga, dai domiciliari al primo matrimonio fallito, una vita che si trasforma in un vero incubo. E poi l’amore per Mirella che da Venezia decide di seguire Ivan ad Avezzano per andare a vivere insieme, ma Ivan torna dietro le sbarre per spaccio di droga e non vede nascere la sua bimba, una situazione che lo prostra ulteriormente facendolo entrare nel tunnel dell’alcol. Tra lui e la redenzione c’è ancora una pallottola che rischia di ucciderlo nel 2010, fino all’aiuto dei dottori Adelmo Di Salvatore e Ornella Scafati che lo convincono a seguire un percorso di rieducazione che prosegue tutt’oggi. Il ritorno al pugilato, affrontato traumaticamente perché la sua vecchia società gli chiude la porta in faccia e il suo stile di vita non si coniuga con quello degli altri iscritti. Ma arrivano in suo soccorso Armando De Clemente e Ivan Fiorletta, che pian piano lo riconducono sulla retta via. Nella vita di Ivan Di Berardino c’è ancora una pagina buia da raccontare, ed è quella che porta un omone di quasi due metri e del peso di oltre 100 chili a versare lacrime amare come fosse un bambino al quale hanno rubato le caramelle. Stavolta di mezzo c’è un’altra donna, alla quale Ivan non sa resistere, ma Mirella viene a saperlo: «Mi sono sentito morire, perché lei decide di abbandonarmi e non ne vuole sapere di perdonarmi». Adesso piange a calde lacrime il colosso di Avezzano e si ferma nel racconto. Ora è un gigante dai piedi d’argilla come può essere quello di un marito e di un papà che vede svanire tutto ciò che ha di più caro. Mirella se ne va e porta con sé la bambina, ma Ivan va a riprendersela. Ma tu saresti disposto a tornare con Mirella?: «Certo, perché lei è sempre la madre di mia figlia e se solo volesse la porta di casa è sempre aperta». Adesso Ivan non ce la fa più a proseguire. Adesso il groppo in gola è diventato un macigno che non gli consente più di esprimere a parole neppure il concetto più semplice. Ora il cattivo di un tempo appare in tutta la sua fragilità di uomo provato dagli eventi e se la sua Mirella gli chiedesse un pezzetto di luna andrebbe lassù a prenderla per poter accontentare la donna che prima lo ha fatto felice e che ora lo sta facendo soffrire come mai gli era capitato. Ma il pugilato sembra averlo finalmente riscattato. Ora Ivan vive solo per Giulia e per il ring, ma per la felicità completa manca ancora qualcosa.
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