Due auto in fiamme, paura nella notte

8 Novembre 2017

I residenti esasperati: il Comune deve installare le telecamere, ma non lo fa. Sono tanti gli episodi di criminalità

SULMONA. Torna in azione il piromane e torna la paura tra i residenti di via Avezzano.
A tre anni di distanza dall’ultimo rogo, il fuoco è divampato ancora, avvolgendo e distruggendo due auto parcheggiate sotto un condominio del popoloso quartiere che si sviluppa lungo via dei Cappuccini. Chiara l’origine dolosa del rogo.
La conferma arriva dagli stessi agenti di polizia della squadra anticrimine, intervenuti pochi minuti dopo il divampare delle fiamme, insieme ai vigili del fuoco.
A chiedere il loro intervento era stato una residente, svegliata in piena notte da un sibilo simile a una sirena.
«Mi sono affacciata al balcone pensando si trattasse della sirena di un antifurto di un’auto. Poi ho visto le fiamme altissime e una colonna di fumo che si alzavano pericolosamente verso i piani superiori del palazzo. Il primo pensiero è stato di dare l’allarme», racconta Giovanna Margadonna, che abita al secondo piano del palazzo di fronte, ancora scossa dall'accaduto. Sul posto è intervenuta una pattuglia della polizia seguita dagli uomini della squadra anticrimine del commissariato e dai vigili del fuoco, che hanno circoscritto la zona spegnendo le fiamme, riportando un po’ di tranquillità in un quartiere già troppe volte preso di mira dai piromani.
Tutti hanno avuto paura che le fiamme potessero attaccare lo stabile dove abitano sei famiglie. A prendere fuoco una Panda e una Citroen C4 di proprietà di due residenti. Dai primi rilievi effettuati dalla polizia scientifica del commissariato, si tratterebbe di incendi dolosi. Il piromane avrebbe utilizzato la collaudata tecnica di versare del liquido infiammabile tra il parabrezza e il vano motore, facendolo scivolare all’interno delle bocchette del riscaldamento in modo da raggiungere anche l’abitacolo dell’auto. L’accendino avrebbe fatto poi il resto.
Al momento non sarebbero stati trovati indizi utili alle indagini. Prove che potrebbero arrivare dalla verifica delle telecamere dei distributori della zona, dove il piromane avrebbe potuto prendere la benzina utilizzata per appiccare il fuoco alle auto. Al vaglio degli investigatori numerosi ipotesi, anche se la più accreditata è quella dell’atto di ritorsione: uno dei proprietari delle auto andate a fuoco è stato più volte coinvolto in passato in liti e denunce. Ma non si esclude nemmeno l’azione isolata di un piromane, che avrebbe agito solo per soddisfare il suo istinto di follia. Situazione che sarebbe stata sicuramente più chiara se il Comune avesse provveduto a istallare le telecamere di sorveglianza, così come gli amministratori della passata e dell’attuale consiliatura avevano ripetutamente garantito. Promesse non mantenute e ieri, i residenti sono tornati a chiedere di nuovo un sistema di videosorveglianza che dia più sicurezza.
«Abbiamo chiesto al Comune di dotare il nostro quartiere, da anni preso di mira da malviventi e piromani, di telecamere di sorveglianza», protesta Nicola Pezzella, che abita nel condominio attaccato dal fumo e dalle fiamme, «ma dopo avere avuto assicurazioni e dopo aver saputo che l’attrezzatura è già disponibile e pronta per essere installata, stiamo ancora aspettando che il Comune mantenga gli impegni, mentre nel nostro quartiere le auto continuano ad andare a fuoco».
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