Due defibrillatori a palazzo di giustizia

Installati dopo una cerimonia con alti magistrati, medici e l’associazione Azimut. Presto l’arrivo di altre postazioni
L’AQUILA. L’Aquila comincia a diventare una città cardioprotetta e il suggello è rappresentato dalla cerimonia di ieri a palazzo di giustizia, alla presenza dei vertici del sistema giudiziario abruzzese, per la installazione di due defibrillatori.
L’iniziativa è stata portata avanti dall’associazione Azimut presieduta da Alessandro Maccarone, con il contributo dei magistrati aquilani, del Cral Giustizia, del Comune e della Asl. Uno è stato posizionato all’ingresso degli uffici, grazie al contributo della Banca di Credito cooperativo di Roma e l’altro, al secondo piano, donato dall’avvocato Maurizio Cora per onorare la memoria della giovane figlia Antonella, praticante avvocato che ha perso la vita a causa del sisma. La cerimonia, avviata da Felice Flati (Cral Giustizia), è stata caratterizzata dagli interventi della presidente di Corte d’Appello, Fabrizia Ida Francabandera, e dal procuratore generale Pietro Mennini. La Francabandera si è detta «orgogliosa di questa sinergia virtuosa che va vanti nel post sisma senza dimenticare il passato». Mennini ha elogiato «questo presidio di sicurezza che indica come L’Aquila stia tornando alla normalità». Il cardiologo Carmine Maccarone, tra i promotori dell’iniziativa, e il medico del 118, Luigi Calvisi, ex sindaco di Fossa, hanno spiegato quanto possano essere decisivi i tempi di intervento: in caso di arresto cardiocircolatorio si hanno 7/8 minuti per intervenire utilmente ma l’ambulanza del 118 impiega, mediamente, una dozzina di minuti per arrivare sul posto.
I due defibrillatori verranno usati da una trentina di dipendenti degli uffici giudiziati, tre avvocati (Erika Cioni, Carlo Chizzoni, Massimo Rampini) e da alcuni addetti di Sicuraquila che gestisce la sicurezza in tribunale: Pietro Pace, Davide Arduini, Giovanni Di Girolamo. Si tratta di persone che hanno sostenuto i corsi per imparare l’uso dello strumento e che hanno ricevuto gli attestati insieme al presidente del Cral, Claudio Cucchiella e a Flati. I giudici non si sono tirati indietro: la stessa Francabandera ha detto che intende riprendere a frequentare i corsi che, comunque, sono di breve durata. I medici hanno ribadito che l’uso è semplice e, lo stesso strumento, non si attiva dopo aver analizzato che l’arresto cardiocircolatorio è solo apparente. Mario Maccarone (Ascom) ha precisato che è solo l’inizio. Altre postazioni, oltre a quella all’hotel Castello, saranno sistemate alla Villa comunale, Madonna Fore, zona Meridiana, al Torrione. E si andrà avanti in questa direzione spesso con impulso di commercianti e altri privati. Al taglio del nastro era presente il consigliere comunale di maggioranza Francesco De Santis.
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