Due figli del terremoto scelti per la Bolla

27 Luglio 2019

Sara Cruciani è la Dama e Federico Vittorini il Giovin Signore: lei scampata al sisma, lui ha perso madre e sorellina

L’AQUILA. Saranno Sara Luce Cruciani e Federico Vittorini a vestire, tra un mese, i panni della Dama della Bolla e del Giovin Signore nel corteo storico della 725ª Perdonanza Celestiniana, quella del decennale del sisma 2009.
Sara, 17 anni, è l'ex bambina, ormai diventata donna, ritratta insieme alla madre, Stefania Faraone, in una delle foto più famose scattate la mattina del 6 aprile 2009, una delle immagini-simbolo della tragedia aquilana. Federico, 24 anni, figlio del medico ed ex consigliere comunale Vincenzo Vittorini, dieci anni fa perse la mamma e la sorellina nel crollo dell'abitazione di famiglia, in via Sturzo.
La presentazione è avvenuta ieri a Palazzo Fibbioni, alla presenza del sindaco Pierluigi Biondi, che ha motivato così la scelta: «Sara e Federico sono i testimoni della spensieratezza macchiata, ma anche dell’energia pura che non ci ha mai lasciato. Sono il simbolo della tenacia, della resistenza. Per questo abbiamo voluto fortemente che fossero loro. Sono come i ragazzi di questa città, esempio per i loro genitori, con quel senso di attaccamento, quella capacità così aquilana di sostenere e consolare. E, soprattutto, sono abili a sognare. Sono onorato che abbiano deciso di accettare il nostro invito e che se ne siano sentiti subito gratificati. Attraverso questi due figli che continuano a scegliere L'Aquila, la comunità perpetua le sue radici, non rinnega il suo passato e, piuttosto, ne fa memoria».
«Quando ho saputo di essere stata scelta», ha affermato Sara Luce, studentessa dell’Itis e, nel tempo libero, ballerina di breakdance, «sono rimasta incredula, commossa. Penso sia un ruolo anche più grande di me e mi auguro di esserne all'altezza. Spero che la comunità aquilana mi sostenga. Quando mi chiedono se vorrei andare via, rispondo sempre di no: noi ci siamo e restiamo, perché crediamo che ci sia un futuro migliore da costruire».
«Essere stato scelto», ha dichiarato Federico, studente di Filosofia all’Università dell’Aquila, «è per me motivo di grande orgoglio, che mi carica, però, anche di una responsabilità. Perché la vita è fatta di scalini e ogni scalino è un'ascesa verso l'età della consapevolezza e del senso del dovere. Il sisma mi ha tolto molto e ha tolto molto alla comunità aquilana. Il 2019 è l'anno del decennale. Sarà un’ulteriore occasione per mettere ancor più da parte la compassione, la pietà e il dolore, sentimenti che non hanno mai riguardato da vicino la mia crescita. Sarà il modo per proiettarci verso un futuro più roseo, un'opportunità per guardarsi dritti negli occhi e sorridere, ricordare e fare memoria, il più prezioso tra i tesori. Senza fermarsi».
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