Due figli di emigranti sindaci in Francia

Le famiglie partite da Castel del Monte. L’ex primo cittadino Basile: con loro legame indissolubile
CASTEL DEL MONTE. Due figli di persone emigrate da Castel del Monte sono stati eletti sindaci in due cittadine francesi. A darne notizia è Mario Basile, ex sindaco di Castel del Monte e operatore culturale. Nel dettaglio, nelle elezioni di domenica scorsa a Houmont, un paese di 2.000 abitanti, nei pressi di Mont Saint Martin, è stato eletto sindaco Maurizio Petronio, agente immobiliare di 59 anni con moglie francese e due figli, nato da Ottavio “de ceciaròglie” e Angiolina Rattenni “de la chiòchiana”, il cui figlio minore Marcello gestisce il ristorante-pizzeria “La Castellana” tanto per richiamare le proprie radici.
A Echirolles, città di 36.000 abitanti vicino a Grenoble, Renzo Sulli, 70 anni, nato a Castel del Monte, ma subito emigrato in Francia con i genitori Guido “de Fenése” e Giuseppina Aromatario “de Patalòcca”, dopo aver rivestito la carica di sindaco per tre mandati consecutivi è giunto primo al ballottaggio col 30,36%, a capo della lista “Union de la gauche” contro il 19,82% del candidato della destra.
«Quello dell’emigrazione è un legame sociale importante che lega Castel del Monte alla Francia», dice Mario Basile. «Il primo esodo fu già all’indomani dell’avvento del fascismo e fu un’emigrazione clandestina attraversando a piedi le Alpi per evitare le guardie di confine e interessò tanti antifascisti castellani che volevano sfuggire alla repressione del regime. I primi raggiunsero il nord minerario della Francia per lavorare nelle “mìne” di Fenain e Dessesvalles, altri verso i centri siderurgici di Louvrail, Longwy, Mont Saint Martin in cui sorgeva la più grande “lusìna”, l’acciaieria Lousinor. Questa emigrazione segnò anche la lotta contro il nazifascismo dei castellani in Francia come è testimoniato dal monumento nella piazza di Fenain in cui sono riportati i nomi delle vittime castellane tra cui quello di Guido Brancadoro fucilato dai nazisti a soli 20 anni. Rivendico con orgoglio di essere stato alla guida della prima e unica giunta comunale ad aver mantenuto un continuo e fecondo rapporto con i nostri emigranti in quelle cittadine e con i loro amministratori. Oggi due di queste cittadine sono amministrate da sindaci figli di emigrati castellani e la cosa ci onora moltissimo», conclude Basile. (g.p.)
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